La Repubblica di San Marino potrebbe diventare strategica nei commerci con gli Stati Uniti dopo l'avvento dei dazi varati dal presidente Trump. Mentre l'Unione europea vedrà un balzello del 20%, per la piccola nazione indipendente è valida solo l'imposizione minima del 10% decisa dal tycoon a livello mondiale.
Da sempre sul Titano hanno sede decine di aziende di import-export grazie a numerosi vantaggi di tipo fiscale che ora potrebbero vederne uno in più e cioè l'essere stato graziato da Trump. In queste ore, secondo quanto si apprende, numerose aziende stanno valutando di aprire una base operativa a San Marino. Bocche cucite per ora dall'associazione industriali sammarinesi che hanno fatto trapelare solo una generica preoccupazione delle loro imprese associate che si rivolgono principalmente a Italia e Unione Europea.
San Marino è stata graziata da Trump perché non fa parte dell’Unione Europea, con cui la Repubblica del Titano ha solo un’unione doganale. Le aziende sammarinesi esportano negli Stati Uniti esportano direttamente per circa 36 milioni di euro, secondo i dati del 2023, e indirettamente, attraverso filiere e clienti italiani ed europei, molte decine di milioni in più.(riproduzione riservata)