Saipem rafforza il portafoglio ordini con un nuovo contratto offshore da 260 milioni di dollari in Costa d'Avorio. La società guidata dal ceo Alessandro Puliti realizzerà per Eni Côte d'Ivoire una campagna di perforazione di sviluppo di lungo termine, che sarà affidata alla nave di perforazione Santorini a partire dall'inizio del 2027.
Il contratto prevede un programma di perforazione esteso con un impegno contrattuale iniziale già definito e la possibilità di ulteriori estensioni, sia attraverso periodi opzionali sia con l'impiego della nave anche nei Paesi limitrofi. Per Saipem l'accordo garantisce quindi una maggiore visibilità sull'utilizzo della flotta di perforazione offshore nei prossimi anni.
Il titolo, intanto, trainato dal rialzo dei prezzi del petrolio con la guerra Usa-Iran, è salito del 75% nel 2026 e capitalizza ora quasi nove miliardi.
L'aggiudicazione arriva a poche settimane da una commessa ben più rilevante, quella da 2 miliardi di dollari ottenuta in Indonesia per il progetto Kutei North Hub, confermando il momento favorevole del gruppo nel business offshore. In quel caso Saipem, attraverso la controllata PT Saipem Indonesia e in joint venture con PT Tripatra Engineers and Constructors, realizzerà le attività di ingegneria, approvvigionamento, costruzione e installazione (EPCI) di una unità galleggiante di produzione, stoccaggio e scarico (FPSO) destinata allo sviluppo del giacimento offshore nel bacino di Kutei, nell'East Kalimantan. Il contratto, assegnato da Eni North Ganal, società controllata da Searah Ltd, la joint venture costituita da Eni e Petronas, ha una durata stimata di circa 48 mesi e comprende anche il commissioning e l'avviamento dell'impianto.
Con il nuovo contratto in Costa d'Avorio, Saipem consolida il posizionamento nelle perforazioni offshore e prosegue la collaborazione con il gruppo Eni, confermando la capacità di valorizzare la flotta di asset ad alta specializzazione nelle attività di esplorazione e sviluppo. (riproduzione riservata)