Nonostante il prevedibile sforamento del budget iniziale e lo shock inflazionistico del 2022-2023 causato dalla guerra in Ucraina, quelle di Milano-Cortina saranno delle Olimpiadi non troppo onerose, a parere degli analisti di S&P Global Ratings.
Per ora l’evento sportivo non ha pesato eccessivamente sui bilanci del capoluogo milanese: la spesa pubblica complessiva rappresenta il 63% del totale è la maggior parte delle stessa è stata finanziata dal Governo italiano, con una quota pari al 92% di investimenti e costi operativi. Le tre regioni host (Lombardia, Veneto e Alto-Adige) contribuiscono per il 7,6%.
Secondo S&P, il costo dei Giochi sarà dunque limitato, rappresentando circa lo 0,3% del pil italiano, per un totale stimato tra 5,7 e 5,9 miliardi di euro. Il budget iniziale, come nelle edizioni precedenti, è comunque già stato superato, a testimonianza di un evento destinato a essere molto impegnativo sotto più punti di vista, a cominciare dalla logistica che si snoderà in tutto il Nord Italia.
Gli investimenti, stimati in 4 miliardi di euro, rappresentano due terzi dei costi totali e non tutti sono sempre collegati ai Giochi. La logica generale è del «riutilizzo ove possibile»: mentre il 66% dei progetti (pari a 2,7 miliardi di euro) riguarda la ristrutturazione delle infrastrutture ferroviarie e stradali, anche gli interventi più importanti sulle sedi comprendono aggiustamenti e ricostruzioni parziali. È il caso del centro di pattinaggio sul ghiaccio Eugenio Monti a Cortina, in Veneto e del villaggio olimpico di Predazzo, in Trentino. Sul fronte lombardo, le gare di pattinaggio di velocità si svolgeranno in Fiera Milano, senza bisogno di costruire un nuovo impianto.
Ma le novità non sono mancate: dal villaggio olimpico di Cortina dal valore di 40 milioni di euro all’omonimo milanese, che sarà poi convertito in residenze per studenti, per arrivare alla nuova arena di hockey sul giaccio Santa Giulia. Questi ultimi due progetti sono stati finanziati da privati.
In generale, l’evento sarà meno oneroso dell’Esposizione Universale del 2015 (Expo): in quel caso, oltre alle sedi, erano state ampliate reti autostradali e metropolitane.
Rimane in una zona d’ombra un possibile scostamento di budget. Tuttavia, riferisce l’agenzia, è molto probabile che il numero di visitatori (con un aumento stimato del 160% sugli arrivi dall’estero in Nord Italia durante il periodo dei Giochi) sia in grado di compensare i costi operativi. Alla promozione del turismo il Governo italiano ha autorizzato ulteriori 200 milioni di euro, fuori dal bilancio.
L’incremento delle entrate fiscali generati dai visitatori, spiega S&P, contribuirà a colmare i finanziamenti di Roma e delle autorità regionali e locali. Nell’equazione rientrano chiaramente anche i prezzi degli alloggi, già aumentati. Nei comuni situati entro 30 chilometri dalle sedi olimpiche è stata peraltro autorizzata una maggiorazione sull’aliquota della tassa di soggiorno (il 50% dei proventi sarà destinato al Governo).
Perciò gli indici di bilancio della città di Milano dovrebbero sopravvivere senza tracolli, a differenza di quanto accadde nel 2006 con Torino: in quel caso il Comune aveva finanziato la maggioranza delle spese in impianti e infrastrutture, sfavorito anche da non avere una città co-host dei Giochi. Il contributo del capoluogo milanese non dovrebbe superare il 5% dei ricavi operativi della città. (riproduzione riservata)