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Roma, lo straordinario che fa i miracoli: la spinta del turismo accelera gli investimenti delle imprese e degli enti

di Sergio Governale
31 gennaio 2026, 14:28 Ultimo aggiornamento: 15:08

Roma prova a trasformare la spinta del Giubileo in una rotta duratura. Come governare una transizione complessa, segnata da mutamenti economici, tecnologici e geopolitici. Il confronto di Motore Italia - Edizione Roma Capitale, tappa del roadshow crossmediale di Class Editori, ospitato all’Università Link

Roma prova a trasformare la spinta del Giubileo in una rotta duratura. Archiviata la fase dell’emergenza organizzativa e dell’evento straordinario, il tema diventa ora la capacità di governare una transizione complessa, segnata da mutamenti economici, tecnologici e geopolitici. Da questa consapevolezza è partito il confronto di Motore Italia - Edizione Roma Capitale, tappa del roadshow crossmediale di Class Editori, ospitato all’Università Link e moderato dal direttore di Milano Finanza, Roberto Sommella, con la giornalista di Class Cnbc, Silvia Sgaravatti.

Roma, lo straordinario che fa i miracoli: la spinta del turismo accelera gli investimenti delle imprese e degli enti

Ad aprire i lavori sono stati il rettore Carlo Alberto Giusti e il sindaco Roberto Gualtieri. Il primo cittadino ha rivendicato l’uscita di Roma da una lunga stagnazione, attribuendola al recente piano di opere pubbliche. Un ciclo che va ora consolidato puntando su fiducia e attrattività, condizioni necessarie per continuare ad attirare investimenti nazionali e internazionali.

Il passaggio centrale è stato affidato al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha letto l’eredità del Giubileo dentro una cornice più ampia di politica industriale. Il bilancio dell’evento è stato positivo per l’impatto su economia e turismo ed è stato il frutto del concorso di tutte le istituzioni, capaci di agire in modo coordinato. Il Giubileo è stato anche una vetrina per il Paese e per il made in Italy, in una fase geopolitica complessa che impone di utilizzare i grandi eventi come leve strutturali di sviluppo. Una strategia che, per Urso, non può però distogliere l’attenzione dai principali dossier industriali aperti, a partire dall’ex Ilva.

Dal piano politico il dibattito si è spostato sulla governance dei mercati. Paolo Savona, presidente della Consob, ha richiamato il ruolo della trasparenza come condizione essenziale per orientare i flussi di capitale e sostenere la fiducia degli investitori. In un contesto segnato da incertezza e riduzione della cooperazione internazionale, la chiarezza delle regole diventa un fattore di stabilità.

Le regole della concorrenza, secondo il presidente dell’Antitrust Roberto Rustichelli, non servono solo a garantire mercati contendibili, ma a difendere valori più ampi. Il peso crescente dei grandi monopoli digitali, ha avvertito, non mette in discussione solo la concorrenza: la concentrazione di potere economico e informativo rischia di incidere direttamente sui valori democratici.

Il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini ha difeso il valore dell’informazione come infrastruttura democratica, ricordando le misure di sostegno alla filiera editoriale, pari a 17 milioni di euro complessivi, di cui 10 milioni destinati alle edicole.

La legalità è stata al centro degli interventi di Giuseppe Busìa, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, che ha legato certezza delle regole e sostenibilità come leve di sviluppo, e di Lorenzo Allegrucci, che ha richiamato il ruolo dei presìdi di controllo e della compliance nel rafforzare la credibilità del sistema economico, ricordando il rating della legalità come misura della responsabilità sociale delle imprese.

Nel confronto è emerso anche il tema della managerialità, con Manageritalia che ha sottolineato il ruolo dei manager nel governo dell’impatto delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale, mentre Donato Iacovone, presidente di Bip, ha richiamato il valore del territorio come piattaforma di competitività.

Sul versante produttivo - dopo gli interventi di Telsy (gruppo Tim) con l'ad Alessandra Michelini e Confcommercio Salute - Giuseppe Biazzo, presidente di Unindustria Lazio, ha ribadito che la crescita del Paese passa dalla crescita dimensionale delle imprese e dall’accesso al capitale. Aurelio Regina e Fabrizio Di Amato, presidenti rispettivamente del gruppo tecnico Energia di Confindustria e di Maire, hanno insistito sulla necessità di rafforzare gli investimenti industriali. In questo quadro si inserisce il piano di Terna, che prevede 23 miliardi di investimenti complessivi e nuove infrastrutture entrate in esercizio nel 2025.

Roma, lo straordinario che fa i miracoli: la spinta del turismo accelera gli investimenti delle imprese e degli entiRoma, lo straordinario che fa i miracoli: la spinta del turismo accelera gli investimenti delle imprese e degli enti

Sul fronte infrastrutturale, Stefano Antonio Donnarumma, ad di Ferrovie dello Stato Italiane, ha ricordato che nel 2025 sono stati attivi circa 1.300 cantieri, in gran parte legati al Pnrr, con investimenti che hanno superato i 18 miliardi. Vito Cozzoli per Autostrade dello Stato e Danilo Gismondi per Aspi-Autostrade per l’Italia hanno riportato l’attenzione sulla scala degli interventi infrastrutturali e sulla digitalizzazione delle reti. Negli ultimi quattro anni il livello di digitalizzazione di Aspi, che gestisce circa il 50% della rete autostradale nazionale, è stato triplicato e la master control room di Roma analizza ogni anno oltre 2,5 miliardi di dati, con algoritmi in grado di prevedere i flussi di traffico con un’accuratezza superiore al 90%.

In chiusura, lo sguardo si è spostato sullo sport come settore economico. Marco Mezzaroma, Luciano Buonfiglio e Giovanni Malagò hanno ricordato un comparto che vale circa l’1,5% del Pil, oltre 30 miliardi di euro, confermando il ruolo dello sport come leva economica e sociale in una fase in cui Roma e il Paese cercano continuità dopo la spinta del Giubileo.





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