Rivoluzione in dogana. La Commissione Europea ha presentato proposte per «la riforma più ambiziosa e globale dell'unione doganale della Ue dalla sua istituzione nel 1968». Una nota di Bruxelles spiega che le misure proposte illustrano «una visione all'avanguardia a livello mondiale basata sui dati per le dogane della Ue, che semplificherà notevolmente le procedure doganali per le imprese, in particolare per gli operatori commerciali più affidabili. Adottando la trasformazione digitale, la riforma ridurrà le procedure doganali onerose, sostituendo le dichiarazioni tradizionali con un approccio più intelligente alla vigilanza sulle importazioni basato sui dati». Al contempo le autorità doganali disporranno degli strumenti e delle risorse di cui hanno bisogno per valutare adeguatamente e bloccare le importazioni che comportano rischi reali per l'Unione Europea.
Come spiega la Commissione, la riforma appena annunciata «risponde alle pressioni cui sono oggi soggette le dogane dell'Unione Europea, tra cui un enorme incremento dei volumi commercialispecie nel commercio elettronico, il rapido aumento delle norme Ue che devono essere verificate alle frontiere e l'evoluzione delle realtà e delle crisi geopolitiche. La riforma renderà il quadro doganale adatto a un'era più verde e digitale e contribuirà a un mercato unico più sicuro e competitivo».
In particolare la riforma si prepone di semplificare e razionalizzare gli obblighi di dichiarazione doganale per gli operatori, ad esempio riducendo i tempi necessari per completare i processi di importazione, mettendo a disposizione un'unica interfaccia della Ue e facilitando il riutilizzo dei dati. In tal modo contribuirà a realizzare l'obiettivo della presidente von der Leyen di ridurre tali oneri del 25%, senza compromettere gli obiettivi strategici correlati.
Una nuova autorità doganale dell'Unione presiederà un centro doganale digitale europeo che fungerà da motore del sistema. Nel tempo il centro di dati sostituirà l'infrastruttura informatica doganale esistente negli Stati membri dell'Unione Europea, «consentendo di risparmiare fino a 2 miliardi di euro all'anno in costi operativi. La nuova autorità contribuirà inoltre a migliorare l'approccio della Ue alla gestione dei rischi e ai controlli doganali».
Bruxelles parla di «un nuovo partenariato con le imprese» e spiega che con la riforma dell'unione doganale europea le imprese che intendono introdurre merci nell'Unione potranno registrare tutte le informazioni sui prodotti e sulle catene di approvvigionamento in un unico ambiente online, e cioè il nuovo centro doganale digitale europeo. «Questa tecnologia all'avanguardia», spiega una nota, «raccoglierà i dati forniti dalle imprese e, attraverso l'apprendimento automatico, l'intelligenza artificiale e l'intervento umano, fornirà alle autorità una visione a 360 gradi delle catene di approvvigionamento e della circolazione delle merci. Allo stesso tempo, le imprese dovranno interagire con un unico portale per la presentazione delle informazioni doganali e dovranno introdurre i dati una sola volta per più spedizioni».
Nei casi in cui i processi operativi e le catene di approvvigionamento sono completamente trasparenti gli operatori commerciali più affidabili (operatori Trust and Check – Fiducia e Controllo) potranno mettere le loro merci in circolazione nell'Unione senza alcun intervento doganale attivo. La categoria Trust and Check rafforza il programma esistente di operatori economici autorizzati (Aeo) per gli operatori affidabili.
L'Ue sottolinea che il centro doganale digitale europeo consentirà di importare merci nell'Unione con un intervento doganale minimo, senza compromettere i requisiti di sicurezza o antifrode. Secondo le proposte, il centro digitale sarà operativo per le spedizioni del commercio elettronico a partire dal 2028; seguiranno (su base volontaria) gli altri importatori nel 2032, con immediati benefici e semplificazioni. Gli operatori Trust and Check potranno inoltre sdoganare tutte le loro importazioni presso le autorità doganali dello Stato membro in cui hanno sede, indipendentemente dal luogo in cui le merci entrano nell'Unione Europea. Un riesame nel 2035 valuterà l'opportunità di estendere tale possibilità a tutti gli operatori commerciali quando, a partire dal 2038, il centro diventerà obbligatorio. (riproduzione riservata)