I pac, piani di accumulo in fondi comuni, in questo momento sono nell’offerta di punta di molte sgr con l’obiettivo di intercettare le esigenze di chi vuole mettere da parte qualcosa ma non ha elevate disponibilità da impiegare in una volta sola. Una necessità, quella dell’investimento a rate, che molte famiglie italiane hanno per far quadrare il bilancio dopo due anni di inflazione che hanno eroso i risparmi. Questo non è l’unico pregio del pac: come mettono in evidenza tutti gli studi sulla finanza comportamentale la modalità di investimento periodico è una sorta di pilota automatico che riduce le probabilità di fare scelte sbagliate dettate dall’emotività del momento. Ma, come un Giano Bifronte, il piano di accumulo ha una doppia faccia. Non solo virtù perché ha anche alcuni punti di debolezza che se ben compresi possono aiutare l’investitore a estrarre il meglio da questi strumenti che sono comunque molto usati soprattutto tra le nuove generazioni, come evidenzia l’ultimo osservatorio di Assogestioni sui fondi comuni. Dallo studio emerge che il versamento unico (il cosiddetto pic) rimane la forma prevalente, scelta dal 62% dei risparmiatori, ma comunque uno su cinque investe tramite pac e addirittura la quota dei sottoscrittori più giovani che sceglie questa strategia supera il 50%. Ecco allora una sintesi di punti di forza e di debolezza dei piani di accumulo a rate.
Innanzitutto c’è un vantaggio di tipo psicologico. «Si tratta di una modalità efficiente, che aiuta l’investitore da un punto di vista comportamentale, eliminando il fattore market timing», afferma Riccardo Morassut, dell’ufficio studi di Assogestioni. Come spiega Etica Sgr: versare regolarmente permette all’investitore di definire una strategia che non segua necessariamente i trend del mercato (investire quando il prezzo è alto e disinvestire quando cala) ma lo aiuta ad accantonare in maniera costante. In secondo luogo c’è un aspetto legato alla gestione dei rischi sui mercati: decidere di sottoscrivere regolarmente strumenti finanziari sulla base di somme prestabilite riduce le probabilità di subire perdite derivanti da un investimento in unica soluzione e al momento sbagliato, quando i prezzi sono alti. Gli acquisti fatti in tempi diversi permettono di beneficiare, in termini tecnici, della diversificazione temporale: si compra in più momenti, a quotazioni alte e basse, e alla fine il prezzo di acquisto sarà una media. Investendo su un periodo di lungo termine la sottoscrizione sarà dilazionata su quasi tutte le condizioni di mercato. Non solo: il pac offre flessibilità. L’importo da versare, la frequenza (mensile, trimestrale, semestrale o annuale) e la durata del piano vengono determinati dall’investitore, che definisce la strategia di investimento più adatta alle proprie esigenze e ai propri obiettivi finanziari, spiegano a tal proposito da Etica Sgr. Oltre al fatto che, come accennato, gli importi da versare non devono essere necessariamente pari a grandi quote di risparmio (di solito le rate partono da 50 euro).
Una particolare attenzione deve essere rivolta ai profili di costo. La sottoscrizione di un pac comporta degli oneri fissi non solo all'apertura e al momento del disinvestimento, come nel caso della sottoscrizione in unica soluzione, ma anche al versamento delle rate. Questi costi sono di solito di importo relativamente trascurabile, ma possono incidere nel caso di pac effettuato per cifre molto basse (ad esempio 50 euro al mese). C’è da dire che alcune sgr hanno in corso offerte promozionali sulle spese fisse (si veda box). Ulteriore aspetto è che l’eventuale chiusura anticipata del pac comporta che i costi iniziali incideranno su un investimento più basso di quanto programmato e potrebbero costituire, a conti fatti, una percentuale molto elevata dell'investimento realizzato. Un altro elemento di riflessione emerge da un confronto con un pic.
A tal proposito smileconomy ha elaborato una simulazione su tre orizzonti (10-20-30 anni), due linee (una a rischio basso con 70% obbligazionario europeo governativo e 30% azionario mondiale, e l’altra più rischiosa con 30% obbligazionario europeo governativo e 70% azionario globale), e due scenari probabilistici (equilibrato e prudenziale), ovvero con andamento dei mercati positivo e con una dinamica più volatile. Per la modalità pic è stato ipotizzato il versamento una tantum di 100 mila euro, mentre per il pac un versamento annuo equivalente ai 100 mila euro suddivisi sull'orizzonte temporale di 10, 20 o 30 anni. «Nel primo caso, con uno scenario equilibrato e un rischio basso, il maggior capitale che si avrà alla fine con un pic rispetto al pac va dal 21% su 10 anni fino al 77% su 30 anni. Questo conferma il principio secondo cui più tempo ha un investimento per lavorare, migliore sarà il risultato atteso, premiando i versamenti unici», spiega Andrea Carbone, fondatore di smileconomy. Passando a uno scenario prudenziale, «quindi con una maggior frequenza di risultati medi e negativi, la forbice si riduce, confermando il principio secondo il quale un pac consente un investimento progressivo capace di ammortizzare gli alti e bassi dei mercati», commenta Carbone. Con un rischio basso, le differenze diminuiscono tra l'8% a 10 anni e il 40% a 30 anni; con un rischio alto, invece, si scende all'1% a 10 anni e al 42% a 30 anni. «Le elaborazioni confermano che in un mondo ideale un investimento una tantum rende di più di un investimento progressivo nel tempo. All'aumentare, tuttavia, delle turbolenze dei mercati, si riduce la forbice tra pic e pac, soprattutto se si investe in linee ad alto rischio», conclude Carbone.
Uno studio di Morningstar calcola il gap tra quanto un fondo o un Etf rende di per sé e quanto rende all’investitore che lo ha sottoscritto ma che poi ha prelevato o aggiunto denaro nel tempo. Parte dall’ipotesi che uno compri all’inizio e poi stia fermo per dieci anni e nel decennio terminato a fine 2023 il sottoscrittore ha perso l’1,1% (si veda grafico) rispetto al rendimento del gestore. Dicendo ciò rischia di essere una critica implicita ai pac rispetto all’investimento in unica soluzione.
Diverse sgr hanno in corso sconti e campagne promozionali sulle commissioni dei pac in fondi comuni. Tra queste Robeco che si fa carico delle spese di apertura dei pac e di quelle periodiche delle singole rate, di solito in capo all’investitore che quindi avrà l’azzeramento di tali costi. La promozione è valida su tutti i comparti della sicav Capital Growth commercializzati in Italia e dura fino al 31 marzo 2025. Intanto fino al 31 dicembre prossimo Euromobiliare Am, la sgr del gruppo Credem, azzera i diritti fissi per una selezione di fondi nell’ambito dell’iniziativa Free Pac. Sella ha in corso una promozione sui costi dei pac dei vari gestori che distribuisce: ad esempio per i fondi JP Morgan Am è previsto l’azzeramento dei costi di attivazione pari a 10 euro. Dal canto suo Morgan Stanley Investment Management ha rinnovato anche per il 2024 l’iniziativa “zero costi amministrativi” in base alla quale il gruppo si fa carico per conto dell’investitore delle spese di attivazione (35 euro) e dei canoni per i versamenti successivi (fino a 3 euro per rata). Intanto anche M&G sui pac sottoscritti quest’anno ha in corso un’offerta che prevede lo sconto totale del diritto fisso di apertura del contratto del piano e l’azzeramento dei costi fissi sulle singole rate.
Nel frattempo quest’anno Columbia Threadneedle ha deciso di attivare una campagna promozionale facendosi carico dei costi fissi di banca corrispondente per i nuovi pac (sui comparti Columbia Threadneedle Lux) sottoscritti fino al 31 dicembre 2024. Pictet Asset Management ha deciso di prorogare la polizza pac anche per il secondo semestre 2024, quindi fino al 31 dicembre 2024: il pagamento del premio è a carico della società e quindi le coperture assicurative operano a titolo gratuito per il cliente. Lanciata lo scorso primo gennaio, l’iniziativa, disponibile gratis a tutti i collocatori che hanno attivato il servizio, permette di completare il versamento dell’importo residuo del piano in caso di eventi che comportino la morte del sottoscrittore o l’invalidità permanente per infortunio di grado superiore al 50%, entro il limite massimo di 120 mila euro. La garanzia si applica a coloro che detengono un pac su un fondo di Pictet Asset Management di durata non superiore a cinque anni, ma non vale per persone che hanno più di 80 anni di età e per gli individui con invalidità permanente di grado pari o superiore al 50%. Infine si segnala il concorso a premi di Anima rivolto ai sottoscrittori dei suoi pac fino al 28 febbraio 2025. (riproduzione riservata)