Il ritorno della raccolta sulle gestioni di portafoglio istituzionali sostiene ancora una volta il risparmio gestito italiano in un mese di novembre in cui i fondi comuni, seppur positivi, si sono presi una pausa. Secondo quanto certificato da Assogestioni, associazione di categoria dell’asset management tricolore presieduta da Carlo Trabattoni, a novembre le associate hanno raccolto 4,2 miliardi di euro, portando il totale degli 11 mesi (grazie a uno sprint che prosegue senza sosta da agosto) sopra i 16,7 miliardi.
A dare linfa alla raccolta sono state, a novembre, le gestioni di portafoglio. E specialmente quelle istituzionali, che negli ultimi mesi erano sempre state piuttosto in sordina. Questa specifica categoria ha portato all’industria 3,3 miliardi (anche se resta in negativo da inizio 2024 per 611 milioni), che sommati agli 832 milioni delle gestioni retail portano il bilancio della macro-area a 4,1 miliardi.
Più in sordina, invece, i fondi comuni, con quelli aperti positivi per 15 milioni e quelli chiusi che hanno registrato 33 milioni di afflussi. Scorporando, però, la voce dei fondi aperti si trovano delle belle differenze tra i comparti obbligazionari, positivi per 1,8 miliardi (e per oltre 44 miliardi da gennaio) e il resto delle categorie: -1,4 miliardi gli azionari, -714 milioni i bilanciati, +119 milioni i flessibili.
Alla luce della raccolta, il patrimonio a fine novembre ammontava a 2.504 miliardi di euro, in crescita dai 2.460 di fine ottobre. A contribuire all’incremento delle masse c’è stato, oltre agli afflussi, l’effetto mercato, quantificato dall’Ufficio Studi di Assogestioni nel +1,6%. (riproduzione riservata)