Il mercato continua a distinguere nettamente tra le tre offerte che ruotano attorno a Mps.
Intesa Sanpaolo ieri ha terminato a 6,68 euro (-0,70%) e il Monte a 11,64 euro (+0,33%): con un corrispettivo di 1,6 azioni Intesa più 1 euro cash, il valore teorico dell’opas è pari a 11,688 euro per azione Mps, con un premio implicito ormai ridotto allo 0,4%.
Più ampio lo scarto sull’ops di Siena su Banco Bpm. Rettificando Mps per la distribuzione straordinaria da 1,208 euro e applicando il concambio di 1,567 azioni il valore teorico dell’offerta è 16,35 euro contro una chiusura del Banco a 16,11 euro (-0,25%) per un premio implicito intorno all’1,5%. Su Banca Generali il divario resta invece ampio. Con un rapporto di 6,958 azioni Mps per ogni titolo, il valore teorico arriva a 72,59 euro contro una chiusura a 67,15 euro (+1,36%). Il premio implicito è poco sopra l’8%.
Il dato va però letto con una cautela. Mps utilizza nelle due ops una moneta di scambio il cui valore è a sua volta sostenuto dall’offerta Intesa: con Ca’ de Sass che oggi valorizza il Monte 11,69 euro la quotazione di Siena incorpora ormai quasi interamente l’opas. Un eventuale venir meno di quel sostegno ridurrebbe quindi anche il valore teorico delle offerte su Banco e Banca Generali. Quanto a Generali, ieri in borsa ha chiuso a 44,47 euro (-0,69%). (riproduzione riservata)