Dopo lo stop arrivato a novembre, è appena ripartita la gara per la realizzazione di una nuova grande nave oceanografica della Marina Militare (nota anche con la sigla Niom), destinata a rimpiazzare l'ammiraglia Magnaghi, unità del 1974 giunta al capolinea della sua vita operativa. L'impegno di spesa inizialmente era stato fissato in un massimo di 281 milioni di euro mentre nel nuovo bando appena reso pubblico lo stanziamento è sceso a 259 milioni di euro (di cui 9,06 non soggetti a ribasso perché relativi a oneri per la sicurezza). A essere stati ridimensionate sono in primis le cifre relative ai primi due lotti, ovvero quelli relativi alla progettazione e alla fornitura della nave, scese rispettivamente a 19,42 milioni di euro (da 25,5 milioni) e a 196,72 milioni (da 214).
Non è dato sapere, tuttavia, se nel frattempo siano state riviste anche le caratteristiche di massima del mezzo (la documentazione ancora non è disponibile), che nella versione precedente prevedevano la presenza di sistemi DP 2, una lunghezza fuori tutto di 105 metri, una larghezza di 18, con dislocamento di 5.000 tonnellate, propulsione full electric, velocità massima di 15 nodi, autonomia di 7.000 miglia (a 12 nodi), e una presenza di 145 posti letto, nonché di diverse gru (di cui una offshore da 190 tonnellate). In ogni caso, viene ora stabilito, progettazione e realizzazione dovranno essere completate nei 38 mesi successivi all'aggiudicazione dell'appalto. Per la sua costruzione (e quella di altre due unità minori) la Difesa ha ricevuto nell'ottobre del 2020 un finanziamento di 220 milioni dalla Banca Europea per gli Investimenti.