Il sistema della «riforma tributaria è tutta orientata all'innovazione tecnologica, alla digitalizzazione e questo è un passo avanti notevole e che porteremo a compimento». Lo ha dichiarato il viceministro all'economia, Maurizio Leo, al convegno «I sistemi informativi del fisco per il contrasto all'evasione fiscale - Nuovi strumenti e tutela del contribuente», alla Camera. Il viceministro ha specificato «che sono stati presentati già cinque testi unici e il sesto, quello sull'Iva, sarà presentato in uno dei prossimi Cdm».
L’obiettivo a cui «puntiamo è scongiurare l'accertamento, dobbiamo lavorare ex ante. Con tutti gli strumenti che stiamo mettendo in piedi, cooperative compliance, concordato, sicuramente non dovremmo arrivare all'azione di accertamento» ha sottolineato Leo. Ecco che nella legge di bilancio di quest'anno «abbiamo consentito anche all'Agenzia delle entrate riscossione di poter utilizzare i dati della fatturazione elettronica».
Intanto i «nuovi strumenti digitali hanno reso più efficace la riscossione dei tributi e le procedure di controllo fiscale, permettendo all'amministrazione finanziaria di condividere dettagli rilevanti sul comportamento dei contribuenti. Questo percorso di aggiornamento tecnologico ha generato risultati di grande rilievo». Lo ha detto Maurizio Casasco, deputato di Fi e presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria.
Un esempio lampante è rinvenibile in ambito doganale: «Il punto di forza il sistema doganale unionale è l'uso di ben 17 strumenti elettronici per il monitoraggio degli scambi internazionali delle merci», ha ricordato Roberto Alesse, direttore Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. In particolare l’Adm «sta sperimentando modelli predittivi capaci di analizzare enormi volumi di dati doganali e fiscali, individuando schemi ricorrenti o anomalie che possono indicare comportamenti irregolari. Ciò consente di concentrare le risorse sulle aree a maggior rischio, aumentando l'efficacia dei controlli e riducendo al tempo stesso l'impatto sui flussi commerciali regolari».
Utilizzare la tecnologia in maniera «intelligente è fondamentale e non dobbiamo aver paura dell'innovazione, ma tanta efficacia operativa deve sempre accompagnarsi a un forte presidio democratico», ecco perché, ha evidenziato il deputato della Lega Giulio Centemero, il «trattamento dei dati fiscali non può essere lasciato all'arbitrio degli algoritmi o degli interessi economici, ma richiede una governance trasparente, competente, politicamente responsabile. Il cittadino ha il diritto di sapere chi accede ai suoi dati, come vengono usati e per quali finalità».
Ad oggi infatti l'Agenzia delle entrate non utilizza l'AI di ultima generazione, quella generativa, «nelle proprie attività di analisi del rischio e controllo ma solo in una fase preistruttoria in cui vengono selezionate le anomalie da sottoporre ad approfondimento a cura del nostro personale», ha spiegato il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone. Vi è così «la garanzia dell'intervento umano in ogni fase del procedimento, e non vi sono mai procedimenti decisionali completamente automatizzati».
Serve inoltre, rafforzare la «sinergia profonda che intercorre tra lotta all’evasione fiscale e protezione dei dati, sia in termini di tutela individuale sia di efficienza ed efficacia degli accertamenti stessi, che, se condotti su dati esatti, aggiornati e pertinenti, consentono di ottenere risultati intangibili», ha detto Pasquale Stanzione, presidente garante per la Protezione dei Dati Personali. (riproduzione riservata)