Doppia bocciatura per Reply. Sia Berenberg sia Equita tagliano il target price in modo rilevante e il titolo, quotato sul segmento Star, ha perso in chiusura il 17 novembre lo 0,77% a 116,20 euro. Da quando lo scorso anno Berenberg ha declassato l’azione della società, che realizza soluzioni basate sui nuovi canali di comunicazione e media digitali, a hold in questo periodo, la maggior parte delle discussioni con gli investitori su Reply si è concentrata sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul business. L’AI sta rendendo Reply strutturalmente più redditizia, ma a scapito della crescita?
Una prima analisi dei risultati del terzo trimestre del 2025 dell’azienda, pubblicati lo scorso 13 novembre, sembra confermare questo trend. «E temiamo che il titolo possa far fatica a rivalutarsi senza un aumento più marcato della crescita organica», spiega Berenberg, ricordando che nel terzo trimestre i ricavi hanno raggiunto 1,819 miliardi di euro, in crescita del 9% su base annua e leggermente al di sopra della stima di 1,813 miliardi della banca di investimento.
Tuttavia, la crescita organica è rallentata al 5,3%, principalmente a causa della Germania. Il business tedesco è stato influenzato dalla debolezza continua nei settori media e automotive, oltre che dalle performance modeste delle agenzie digitali. Tuttavia, il mercato italiano ha continuato a crescere bene, registrando un +7,5%. La vera sorpresa, a detta di Berenberg, è arrivata dalla redditività, con l’azienda che ha registrato un ebitda di 111,8 milioni nel trimestre, «il 5% sopra la nostra stima e con un margine del 18,7%, in ulteriore accelerazione rispetto al primo semestre. Ma il superamento delle aspettative sull’ebitda è stato parzialmente compensato da oneri finanziari superiori al previsto, principalmente legati al cambio».
L’azienda ha anche annunciato la chiusura di due piccole acquisizioni – una negli Usa e una nel Regno Unito, con ricavi combinati inferiori a 20 milioni di euro. «L’operazione negli Stati Uniti mira a rafforzare la presenza di Reply nell’area di Chicago e a espandere le sue capacità Microsoft, mentre la transazione nel Regno Unito è destinata ad aumentare l’esposizione dell’azienda nel settore della difesa. Reply ha ribadito il suo interesse a perseguire ulteriori acquisizioni in mercati esteri come Usa, Gran Bretagna e Germania, sebbene non di dimensioni rilevanti», precisa Berenberg.
Il management ha suggerito il proseguimento dell’attuale trend organico anche nel 2026, indicando che una crescita mid-single-digit si tradurrebbe in ulteriori guadagni di quota di mercato. «Sulla base del tono della call, riteniamo che le nostre precedenti stime di crescita siano troppo ambiziose. Pertanto, abbiamo ridotto la crescita organica dei ricavi per il periodo 2026/2027 al 7,2%/8,6%, rispettivamente. Pur confermando la fiducia del management nella capacità di sostenere un livello strutturalmente più alto di redditività, ci aspettiamo ancora una certa normalizzazione dei margini. Nel complesso, le modifiche al modello comportano un taglio dell’utile per azione per il 2026/2027 del 4%/9% rispettivamente, a 7,40 e a 7,92 euro per azione e di riflesso del target price da 165 a 150 euro. Sulla base delle nostre stime aggiornate, Reply quota a 16 volte il multiplo prezzo/utile 2026», conclude Berenberg.
Anche Equita, rimarcando l’outlook positivo sui margini ma più prudente sul fatturato, ha tagliato parecchio il target price da 172 a 150 euro, ma il rating, a differenza di Berenberg, è buy. «Sul 2025 confermiamo la nostra stima di crescita organica del +5,5%. Mentre il nostro quarto trimestre implicito vede ora una crescita organica pari a +4,2% dal precedente +6,9%, assumendo un andamento più cauto in Germania. Invece, abbiamo alzato le stime di ebitda adjusted e di eps adjusted del +3% grazie soprattutto a miglior margini e sempre assumendo una certa prudenza sui margini nell’ultimo trimetsre dell’anno», precisa Equita.
Per il 2026 la sim ha confermato le stime di ebitda ajusted, ma con un diverso mix: crescita organica inferiore (da +7,9% a +5,7%) e margini leggermente migliorati (+30 punti base rispetto alle stime precedenti). Ma avverte: «riteniamo che valga la pena ulteriormente approfondire le dinamiche attuali: se sul fronte dei margini i riscontri sono più che positivi, sul fronte del fatturato le dinamiche di breve termine sono meno brillanti del previsto principalmente per un mercato tedesco più debole». (riproduzione riservata)