Gli imprenditori italiani si dichiarano informati sul referendum sulla giustizia e, in maggioranza, orientati a votare Sì. È quanto emerge da un sondaggio realizzato dall’Istituto Piepoli in collaborazione con Conflavoro in vista della consultazione prevista per il 22 e 23 marzo.
Secondo l’indagine, la quasi totalità degli imprenditori è a conoscenza dell’appuntamento elettorale: il 94% degli intervistati sa che si terrà il referendum e nove su dieci sono consapevoli che la consultazione non prevede il quorum. Inoltre, il 90% dichiara di essere informato sull’esistenza e sui contenuti della riforma costituzionale oggetto del voto.
Per quanto riguarda la partecipazione, il sondaggio stima un’affluenza intorno al 60% del campione. I livelli più alti si registrerebbero nel Nord-Ovest e nel Nord-Est (63%) e nel Centro Italia (64%), mentre Sud e Isole mostrerebbero una partecipazione leggermente più bassa, al 54%. Sul fronte delle intenzioni di voto, il 57% degli imprenditori intervistati si dichiara favorevole al Sì, mentre il 43% sceglierebbe il No.
Analizzando i dati per area geografica, il consenso al Sì risulta più marcato nel Nord-Est (61%). Nelle altre macroaree il vantaggio resta comunque netto: 57% nel Nord-Ovest, 55% nel Centro e 56% tra Sud e Isole. Il sondaggio analizza anche l’orientamento degli indecisi. Tra il 18% del campione che non ha ancora maturato una scelta definitiva, oltre la metà - il 52% - voterebbe Sì qualora decidesse comunque di esprimersi, mentre il 48% opterebbe per il No. La rilevazione è stata condotta tra il 25 febbraio e il 2 marzo 2026 con metodologia C.A.W.I. (computer assisted web interviewing), su un campione di 500 imprenditori rappresentativo per area geografica e dimensione dei centri abitati. (riproduzione riservata)