
Xiaomi punta sulla fotografia con il nuovo Redmi Note 13 Pro+, dotato di una camera principale con sensore da ben 200 megapixel e offerto a un prezzo interessante, 469 euro nella versione con 8 GB di ram e 256 GB di memoria e 499 euro in quella con 12 GB di ram e 512 GB di memoria, dotazione tipica di uno smartphone di fascia medio-alta. Nel corso della prova il Redmi Note 13 Pro+ si è però fatto apprezzare principalmente per il display con risoluzione da 1,5K (2.712 x 1.220 pixel), luminoso e capace di rappresentare correttamente oltre un miliardo di colori grazie alla compatibilità con lo standard DCI-P3 e alla profondità di colori a 12 bit, non comune negli smartphone di questa fascia di prezzo. La fluidità è sempre stata notevole grazie al sistema di refresh dinamico che arriva sino a 120 Hz, mentre la visione di contenuti video in streaming è decisamente piacevole grazie al supporto al Dolby Vision e alla componente audio, che vede un doppio speaker e anche la compatibilità con Dolby Atmos. Il display da 6,67 pollici di diagonale, leggermente curvo sui lati, è inoltre protetto da un vetro Gorilla Glass Victus di Corning, a conferma dell’attenzione posta da Xiaomi alla resistenza dello smartphone che vanta anche una certificazione IP68 a liquidi e polvere. Il display occupa inoltre pressoché l’intera superficie frontale grazie ai bordi sottilissimi ed è interrotto solo dal foro per la camera anteriore con sensore da 12 megapixel. La cover posteriore è in materiale sintetico disponibile in tre colori, bianco, nero o lilla, e contribuisce a mantenere il peso poco sopra i 200 grammi (204 grammi) con uno spessore di 8,9 millimetri.
Per contenere il prezzo Xiaomi ha optato per un processore MediaTek Dimensity 7200-Ultra, con processo di costruzione a 4 nanometri, che si è comunque dimostrato veloce in tutte le applicazioni più comune, anche utilizzate contemporaneamente, specialmente nel modello in prova dotato di 12 GB di ram. Il processore ha mostrato però dei limiti in caso di applicazioni particolarmente impegnative come i videogame con grafica tridimensionale avanzata, come Genshin Impact, che hanno causa un surriscaldamento del telefono in caso di uso prolungato. La batteria da 5.000 mAh si è dimostrata capace di supportare un’autonomia ben superiore alla giornata anche in caso di uso prolungato, videogame a parte naturalmente, e il sistema di ricarica veloce di Xiaomi ha confermato tutta la propria validità: con il caricatore da ben 120 Watt compreso nella dotazione, sono bastati 20 minuti per ricaricare completamente la batteria del Redmi Note 13 Pro+, mentre partendo dal 30% di carica bastano meno di 15 minuti per completare l’operazione.
La sezione fotografica vede protagonista la camera principale con sistema di stabilizzazione ottico delle lenti e un sensore da ben 200 megapixel, affiancata da un obiettivo ultra-grandagolare con sensore da 8 megapixel e una camera macro con sensore da 2 megapixel, come sempre non particolarmente utile al lato pratico. Il sensore da 200 megapixel di risoluzione è normalmente utilizzato in abbinamento a un sistema di pixel binning che combina i dati raccolti da una matrice quadrata di 16 pixel per ottenere immagini da 12,5 megapixel con una qualità superiore, specialmente in condizioni di luce non ideali, e viene inoltre sfruttato per ottenere uno zoom software con ingrandimento 2X o 4X per compensare l’assenza di un obiettivo tele dedicato. La qualità delle immagini registrate con l’obiettivo principale si è dimostrata molto buona in condizioni di luce ideali, con colori realistici e la possibilità di effettuare tagli e ingrandimenti di parte del fotogramma senza significative perdite di risoluzione, e si è mantenuta su buoni livelli anche di sera, dove però la gamma dinamica si riduce sensibilmente. Meno efficace l’obiettivo ultra-grandangolare, specialmente in condizioni di luce scarsa in cui ha evidenziato molti limiti, mentre lo zoom software si è dimostrato valido sino a ingrandimenti 2X, con una buona nitidezza anche ingrandendo dettagli del fotogramma.

Novità da Xiaomi anche nel settore audio con gli auricolari Redmi Buds 5 Pro, che offrono caratteristiche evolute come la compatibilità con Hi-Res Audio, doppio driver coassiale con diaframma in titanio e un sistema di cancellazione elettronica del rumore che si è rivelato nel corso della prova particolarmente efficace, specialmente tenuto conto del prezzo conveniente degli auricolari, 69 euro. Gli auricolari si sono dimostrati infatti capaci di riprodurre audio di ottima qualità in tutte le gamme di frequenza, con bassi pieni e corposi e privi di distorsione anche a volume alto. Il sistema di cancellazione attivo del rumore, controllabile attraverso l’app dedicata, si è rivelato inoltre molto efficace anche in ambienti decisamente rumorosi come la metropolitana, isolando in modo efficace già con le impostazioni standard e ancora più personalizzandolo in base alle preferenze personali. Molto comoda la possibilità di connetterli a due dispositivi tramite Bluetooth così cime i comandi di tipo touch per controllare le principali funzioni di riproduzione e le conversazioni, così come la funzione per identificare la misura corretta degli adattatori, non comune su auricolari di questa fascia di prezzo. (riproduzione riservata)