
Con un prezzo decisamente aggressivo, che in fase di lancio scende di poco sotto la soglia dei 200 euro, Reame C67 è uno smartphone pensato per offrire caratteristiche discrete a chi non vuole investire cifre più alte ed è disposto ad alcuni compromessi in termini qualitativi e di performance. Realme, brand cinese nato come spin-off della più famosa Oppo e focalizzato su modelli di fascia media e bassa, ha sfruttato le sinergie all’interno del gruppo per offrire dispositivi con un rapporto prezzo-qualità interessante capace di conquistare spazi nella fascia medio-bassa del mercato. Realme C67 si presenta così con alcune caratteristiche interessanti tenuto conto del prezzo ufficiale di 239 euro per la versione con 8 GB di ram e 256 GB di memoria, a partire da un’ottima autonomia grazie alla batteria da ben 5.000 mAh, capacità tipica di molti top di gamma con costi ben superiori.
Realme C67 si presenta con un design sottile, 7,59 millimetri di spessore, e una cover posteriore in materiale plastico di buona fattura, con un effetto cangiante e il bordo con relativi pulsanti in tinta. Realme ha scelto di integrare il sensore per il riconoscimento delle impronte digitali nel tasto di accensione invece che sotto il display, una scelta che nel corso della prova si è rivelata decisamente riuscita considerata la praticità nel raggiungerlo impugnando il telefono e la precisione e velocità nel riconoscimento e il conseguente sblocco del telefono o dell’app interessata. Il display da 6,72 pollici di diagonale occupa pressochè l’intera suprficie frontale del telefono, con solo un sottile bordo nella parte posteriore, mentre la camera frontale è integrata nello schermo in posizione centrale, poco sotto il borso superiore che mostra la sottile fessura per l’altoparlante. Con una risoluzione di 1.080 x 2.400 pixel e una luminosità massima di 800 candele per metro quadrato, che raggiunge i 950 Nit nel picco, il display è ben leggibile anche in pieno sole, sebbene non abbia caratteristiche come il supporto all’Hdr o la fedeltà cromatica tipica di pannelli Oled con profondità di colore elevata, che non sono però compatibili con questa fascia di prezzo.
Le prestazioni del Realme C67 sono affidate al processore Snapdragon 685, che si è rivelato adeguato per gli usi più comuni ma con ovvie limitazioni rispetto ad applicazioni più impegnative, a partire da applicazioni multimediali e ancor di più videogame 3D. La limitazione della connettività alle reti di telefonia mobile di tipo 4G non è invece per il momento particolarmente significativa, data la diffusione non ancora capillare del 5G e le prestazioni delle infrastrutture attuali non troppo distanti a quelle della generazione precedente. Le prestazioni modeste del chip hanno però contribuito all’autonomia del Realme C67, che si è rivelata molto buona e decisamente superiore alla giornata piena anche in caso di uso intenso per le normali attività come la consultazione di email e messaggi e la navigazione su siti e social. Efficace anche il sistema di ricarica, solo a filo, che utilizza un caricatore da 33 Watt di potenza compreso nella confezione, insieme a una custodia trasparente in silicone.
Realme ha scelto di puntare sulla sola fotocamera principale per la dotazione fotografica, dato che il secondo obiettivo da 2 megapixel in bianco e nero si è rivelato nel corso della prova praticamente inutile. Un scelta che penalizza però la flessibilità di utilizzo non tanto per la mancanza di un obiettivo tele, difficile da inserire in questa fascia di prezzo, ma per l’assenza di un ultra-grandagolare sempre utile specie nelle foto in interni oltre che per i video. La camera principale può contare su un sensore Samsung con risoluzione da 108 megapixel senza stabilizzazione ottica delle lenti, che Realme ha sfruttato per mettere a disposizione uno zoom software con ingrandimento 3X e addirittura 5X nell’interfaccia della fotocamera. Nel corso della prova la qualità delle immagini registrato ha mostrato una volta di più che la risoluzione elevata del sensore non è correlata alla qualità, dal momento che le foto hanno mostrato una fedeltà cromatica di poco superiore alle sufficienza, con una tendenza alla sotto-saturazione dei colori, anche in condizioni di piena luce, che si è aggravata utilizzando lo zoom . La mancanza della stabilizzazione ottica delle lenti, comune del resto in telefoni di fascia bassa, si è fatta sentire soprattutto nelle foto e nei video registrati di sera, compensata solo in parte dagli algortimi software. (riproduzione riservata)