
Con uno teleobiettivo periscopico e sensori fotografici di grandi dimensioni abbinati a gruppi ottici stabilizzati, Realme 12 Pro+ si propone come uno smartphone fotografico con caratteristiche non comuni per la fascia di prezzo a cui appartiene, specialmente nel periodo di lancio in cui lo smartphone è offerto a 399 euro per la versione con 8 GB di ram e 256 GB di memoria e a 499 euro per quella con 12 GB di ram e 512 GB di memoria. Realme ha puntato molto sulla sezione fotografica senza trascurare però il design, che vede nella corona circolare che ospita le camere l’elemento distintivo grazie alle serigrafie a raggi e alla lunetta con scanalature circolari che riprendono lo stile dei quadranti dei cronografi di precisione. Il retro dello smartphone è coperto da pelle sintetica disponibile in colore blu mare o beige chiaro, che si è dimostrata nel corso della prova piacevole al tatto e ottima per la presa, anche se normalmente lo smartphone viene avvolto da una custodia rendendo questi aspetti meno importanti. Il sensore per le impronte digitali è integrato nel display, mentre nella parte inferiore è presente un secondo speaker che consente così di avere un suono stereo nella riproduzione di video o brani musicali senza indossare auricolari o cuffie Bluetooth.
La parte anteriore è invece pressoché completamente occupata dal display Oled da 6,7 pollici, leggermente curvo ai lati per conferire un aspetto più elegante e sofisticato allo smartphone ma comodo da usare come uno schermo piatto sino ai bordi dal momento che la curvatura è limitata. Con una luminosità di 800 candele per metro quadro, e un picco di 950, il display è visibile anche in pieno sole e perfetto per visualizzare ogni genere di app, comprese quelle multimediali anche grazie all’indirizzamento del 100% dello spazio colore P3. La frequenza di aggiornamento delle immagini può raggiungere un massimo di 120 Hz, conferendo così una grande fluidità nello scorrimento veloce di siti web o lunghi elenchi di messaggi di posta, senza incidere troppo sull’autonomia, che si è rivelata decisamente buona. Merito della batteria da 5.000 mAh e dei consumi contenuti del processore scelto da Realme, uno Snapdragon 7s Gen 2 abbinato a 12 GB di ram nella versione in prova che si è rivelato perfetto per ogni genere di applicazione, con l’unica eccezione di videogame particolarmente impegnativi come Genshin Impact, che girano fluidi tenendo però le impostazioni grafiche a livelli medi. Molto efficace, come da tradizione Realme, il sistema di ricarica, che può contare su un alimentatore da 67 Watt, compreso nella confezione insieme a una custodia in silicone, capace di rigenerare al 50% la batteria completamente scarica in 20 minuti.

La dotazione fotografica del Realme 12 Pro+ è decisamente completa, e vede nella parte posteriore una camera principale dotata dell’ottimo sensore Sony Imx 890 con risoluzione da 50 megapixel con ottiche stabilizzate, un obiettivo ultra-grandangolare con sensore da 8 megapixel e un obiettivo tele di tipo periscopico, difficile da trovare in questa fascia di prezzo, con sensore da 64 megapixel di risoluzione e stabilizzazione ottica delle lenti. Con queste caratteristiche, riscontrabili in smartphone decisamente più costosi, Realme 12 Pro+ si è mostrato capace di catturare fotografie di qualità molto buona in ogni condizione di luce, con un’ottima fedeltà cromatica riscontrata anche oggettivamente con un colorimetro. Le foto con la camera principale, che hanno una risoluzione effettiva di 12,5 megapixel di default utilizzando la tecnica del pixel binning, che unisce i dati catturati da una matrice quadrata di quattro pixel per aumentare la qualità, sono risultate definite e con un’ampia gamma dinamica anche di notte, con la possibilità di selezionare parti del fotogramma senza perdita di risoluzione. Meno buoni i risultati con i video, così come foto e filmati registrati con l’obiettivo ultra-grandagolare, che ha raggiunto risultati in media poco sopra la sufficienza. Decisamente migliori i risultati con l’obiettivo tele, che utilizzare un gruppo lenti disposto lungo l’asse longitudinale del telefono con un prisma a 45 gradi per contenere la profondità complessiva senza rinunciare alla lunghezza focale elevata, che raggiunge i 71 millimetri equivalenti alla classica 35 mm. Queste caratteristiche, unite agli algoritmi per la gestione simulata della profondità di campo, hanno permesso di ottenere foto di qualità elevata anche sfruttando la risoluzione da 64 megapixel del sensore per ottenere un livello di zoom 6X pressoché privo di rumore digitale. (riproduzione riservata)