Il 2026 parte con il turbo per le mid e small cap di Piazza Affari. Dal 1° gennaio la liquidità è balzata del 68,5% su base annua per le prime e del 39,1% per le seconde. Meglio delle large cap che nell'ultimo mese hanno registrato una liquidità superiore del 30,4% rispetto allo stesso periodo di un anno fa (+14% il mese precedente) e del 29% da inizio anno.
Avio, Interpump e Pirelli, come si vede nella tabella sotto, sono le «super liquide» con il gruppo aerospaziale che è sul podio anche della classifica di Intermonte delle mid e small cap con la performance migliore nell’ultimo mese (+39%; prezzi al 19 gennaio 2026), seguita da Revo Insurance (+27%) e da Wiit (+20%). Ferragamo (-14%), Elica (-12%) e Bff Bank (-11%) le peggiori.
Nel periodo, osserva Andrea Randone, head of mid small cap research di Intermonte, l'indice Ftse Italy Mid-Cap (+3,7%) ha sovraperformato l'indice principale (+2,5% da inizio 2026 su base relativa), mentre l'indice Ftse Italy Small Caps (+3,9%) ha sovraperformato il mercato del 2,7% e ha registrato un +1,3% su base relativa da inizio anno.
Inoltre, dall'inizio del 2025, aggiunge l’esperto, «abbiamo attuato una revisione del -5,7%/-1,3% delle nostre stime sugli utili per azione 2025/2026; leggermente negativa per le large cap: -0,7%/-1,3% sugli eps 2025/2026, positiva ma non significativa, +0,3%/+0,2%, per le mid e small cap».
Tesmec, Somec e Sys Dat sono quelle interessate dall’aggiornamento più rilevante delle previsioni: +628% da fine 2024, +30% e +26,5%, rispettivamente. Di segno opposto Elica (-251,8%), Ferragamo (-231,7%) e Cy4gate (-196,6%).
Se poi si confronta la performance dall'inizio del 2025 con la variazione delle stime per l'esercizio 2025 nello stesso periodo, «vediamo che i titoli del Ftse Mib hanno registrato un re-rating del 37,7% (era 34,8% un mese fa), le mid cap del 34,3% e le small cap del 48,7%», continua Randone, precisando che sulla base del multiplo p/e, «il nostro panel è scambiato con un premio del 26% rispetto alle large cap, superiore al premio medio storico del 21%, ma in linea con il livello di un mese fa al 26%».
Con l’Italia che dovrebbe proseguire nel suo percorso virtuoso di riduzione del rischio Paese, Randone mantiene una visione favorevole sulle mid e small cap. Alcune hanno persino registrato una crescita dell’utile per azione tra il 2024 e il 2025 a tre cifre: Dovalue del 397% e Antares Vision del 272%, Emak si è «fermata» a un +82%.
Dal punto di vista settoriale l’esperto vede opportunità interessanti tra gli IT enablers italiani, come Reply e Sesa, un segmento che ha sottoperformato nel 2025 e che include società di qualità elevata. «Con un approccio selettivo, riteniamo che storie interessanti possano essere individuate anche nei segmenti consumer e industriale, con aziende che si sono affermate con successo sui mercati internazionali grazie alla flessibilità dei loro modelli di business, alla qualità dei loro prodotti e all’affidabilità dei loro marchi», suggerisce Randone.
«Anche il settore media (Mfe offre, tra l’altro, un rendimento del dividendo 2025 del 6,7%, ndr) può tornare al centro dell’attenzione, poiché tratta attualmente a multipli valutativi molto attraenti. La liquidità per le mid e small cap resta mista, ma ci aspettiamo che l’avvio operativo del Fondo Strategico Nazionale indiretto, visto raggiungere una raccolta complessiva di circa 1 miliardo di euro, possa servire ad alimentare un miglioramento e una possibile ripresa delle Ipo».
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