La ricerca moltiplica il nostro domani. X te, X tutti. Il mio 5 x mille X l’IRCCS Ospedale San Raffaele». La nuova campagna per il 5 x mille ci invita a riflettere sull’importanza della ricerca scientifica, strumento in grado di aumentare le nostre conoscenze sulle cause delle malattie per poi combatterle con efficacia. Con più di 1.800 medici e ricercatori impegnati a trovare cure per quelle malattie tutt’ora considerate inguaribili se non incurabili come tumori, malattie infettive, rare, genetiche, neurologiche e cardiovascolari, il San Raffaele rappresenta un’eccellenza a livello internazionale nella ricerca biomedica.
Nei suoi primi 50 anni di ricerca, l’IRCCS milanese ha già contribuito al progresso della medicina attraverso il miglioramento della diagnostica per immagini e delle tecniche chirurgiche, sempre meno invasive. Sono state poi sviluppate e sperimentate terapie avanzate sempre più precise e sempre meno invasive. È degli anni ’90 il primo trapianto di cellule del pancreas per curare il diabete, nei primi anni duemila è stata sviluppata la prima terapia genica al mondo bambini immunodeficienti incapaci di combattere le infezioni, è del 2017 il primo trapianto di cellule staminali del cervello in persone con malattie neurodegenerative. «Molte delle cosiddette terapie mediche avanzate approvate negli ultimi dieci anni dall’EMA sono nate proprio qui», afferma il direttore scientifico professor Gianvito Martino. «E questo grazie alla nostra ricerca; solo nel 2022 abbiamo pubblicato più di 2.400 lavori scientifici, pubblicazioni di altissima qualità che poi si traducono in sperimentazioni cliniche. Ad oggi ce ne sono più di 1.300 in atto e la metà di esse è frutto della nostra attività di ricerca. Negli ultimi 15 anni abbiamo sviluppato più di 700 partnership con l’industria farmaceutica e generato più di 700 brevetti internazionali. Infine, abbiamo collaborato con più di 40mila istituti di ricerca e università in tutto il mondo durante i nostri primi 50 anni».

Fra i nuovi progetti di ricerca strategici in cui il San Raffaele è impegnato c’è quello sull’aging. Lo scopo, spiega il professor Martino è «comprendere meglio quali sono le ragioni per cui l’invecchiamento è associato a tante gravi malattie, dai tumori alle malattie cardiovascolari a quelle cerebrovascolari con lo scopo ultimo di creare le condizioni ideali per invecchiare bene». C’è poi l’impegno nello sviluppo tecnologico - dall’imaging molecolare a quello diagnostico -, nell’implementazione e nell’utilizzo di moderni approcci di ingegneria cellulare e genica per cambiare geni e cellule quando non funzionano più per arrivare ad una vera medicina di precisione. Un futuro in cui il digitale avrà sempre più parte: «Stiamo sviluppando una piattaforma di intelligenza artificiale - prosegue Martino - che ci permetterà di trasformare l’enorme mole di dati clinici e biologici generati ogni giorno nel nostro ospedale in conoscenze scientifiche, potenziando così la nostra capacità non solo di prevenire le malattie diagnosticandole prima, ma anche di curarle prima e con maggior efficacia».
Per continuare a portare avanti queste importanti attività di ricerca servono ovviamente finanziamenti importanti. «In questo contesto anche il 5 x mille ha un ruolo fondamentale: è un atto di generosità e lungimiranza che al contribuente non costa ma che permette ai medici e ai ricercatori di iniziare, sviluppare e sostenere progetti di ricerca destinati, un domani, a generare nuove cure sempre più efficaci» conclude il professor Martino. (riproduzione riservata)