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Quasi 1,5 mld di rosso per Costa

IN CALO ANCHE IL RISULTATO OPERATIVO, MENTRE IL FATTURATO È SCESO DA 4,3 A 1,3 MLD

Quasi 1,5 mld di rosso per Costa

14 giugno 2021, 11:12 Ultimo aggiornamento: 11:20

In soccorso la controllante Carnival, che versa un miliardo e garantisce supporto per il futuro. La compagnia ha confermato tutto il piano d’investimenti in nuove navi confidando sulla ripartenza

Bilancio 2020 in rosso per Costa Crociere. Nell’esercizio che va dal 1° dicembre 2019 al 30 novembre 2020 il valore della produzione è infatti sceso a 1,2 miliardi di euro dai precedenti 4,3 miliardi, mentre il risultato operativo ha segnato un rosso per 1,3 miliardi e il risultato netto per quasi 1,5 miliardi. La perdita d’esercizio (pari a 1,465 miliardi di euro) è stata coperta mediante utilizzo della riserva per utili portati a nuovo. L’utile netto di Costa negli ultimi tre esercizi era stato di 542 milioni nel 2017, 629 milioni nel 2018 e 649 milioni nel 2019. Gli amministratori sottolineano di aver ricevuto «l’impegno da Carnival Corporation & Plc di assicurare supporto finanziario e contribuzioni in conto capitale alla società che possano coprire tutti i rischi legati al fabbisogno di liquidità nei prossimi dodici mesi». Anche per l’esercizio 2021 (che si chiuderà al 30 novembre prossimo) Costa prevede un ulteriore perdita netta, ma la controllante Carnival Group di nuovo non farà mancare il proprio supporto, così come ha fatto a febbraio mettendo a disposizione della società oltre un miliardo di euro.

La società guidata da Michael Thamm ricorda che, «a seguito della pausa del normale svolgimento della nostra attività è stato accelerato il programma di rimozione delle navi con vita utile residua più breve. Costa Victoria, Costa neoRomantica e Costa neoClassica sono state vendute nel corso del 2020 per una variazione di bilancio pari al loro valore netto di 189,7 milioni di euro», generando minusvalenze per 33 milioni. A fine esercizio sono state anche svalutate a bilancio le navi Costa Fortuna per 102 milioni, AidaCara per 41,7 milioni, Aida Vita per 51,5 milioni e AidaMira per 34,2 milioni. Sono stati invece effettuati lavori di ammodernamento e migliorie sulle navi della flotta per complessivi 79,3 milioni.

A proposito dei finanziamenti a lungo termine (principalmente con European Investment Bank, Bayerische Landesbank, Lloyd’s Bank e Intesa Sanpaolo) nel giugno 2020 è stata ottenuta una deroga sui covenant fino al 30 novembre 2021, per cui Costa sarà tenuta a rispettare le condizioni previste nei finanziamenti a partire dalla prossima data di verifica del 28 febbraio 2022. Un’ulteriore deroga fino alla fine dell’anno fiscale 2022 è stata concessa a dicembre 2020 e in cambio la società ha fornito restrictive covenant addizionali come minimo di liquidità e conventa negativi supplementari, comprese le limitazioni su indebitamento, pegni, pagamenti limitati, dividenti e acquisizioni. Il bilancio specifica che l’incremento degli oneri finanziari rispetto all’esercizio 2019 è dovuto all’aumento dei tassi d’interesse e degli oneri aggiuntivi sostenuti in fase di rinegoziazione dei finanziamenti stessi.

Per ridurre al massimo i costi di gestione, «oltre alla sospensione di tutti i servizi di crociera, la compagnia armatoriale genovese ha disposto diminuzione delle spese di marketing e vendita, orari lavorativi ridotti e tagli di stipendio e benefit in tutta la compagnia, management incluso, congelamento delle assunzioni, ridimensionamento dei ruoli di consulenti e collaboratori, riduzione delle spese in conto capitale relativo alle nuove navi in costruzione». Quanto all’ottimizzazione della flotta, Costa prevede che sulla capacità offerta incideranno la ripartenza graduale delle attività crocieristiche, la diminuzione dell’attuale capacità e la ritardata consegna delle nuove navi in costruzione. Oltre alla
vendita di quelle più datate, la compagnia ha infatti posticipato da metà a fine 2021 la consegna di Costa Toscana e AidaCosma. Costa spiega infine che è difficile stimare l’impatto complessivo del Covid-19 sulla compagnia e sul settore crocieristico tout court anche perché molto dipende dal trend futuro di pandemia e dei tempi della ripresa di domanda, prezzi e condizioni economiche e operative.

(riproduzione riservata)



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