Non c’è megatrend più immortale del cibo. E non solo perché l’alimentazione è alla base della vita del genere umano: una produzione di cibo sempre più sostenibile, che rispetti l’ambiente e tuteli la biodiversità, è anche uno dei filoni più importanti dell’intero universo Esg. Questo perché l’alimentazione del futuro si intreccia ad altri megatrend di investimento: l’aumento della popolazione globale, che deve poter ricevere il cibo di cui ha bisogno; e ancora, l’importanza di un uso sostenibile dell’acqua e delle risorse degli oceani, passando per la robotica e le intelligenze artificiali applicate alla produzione agricola.
L’Italia è ovviamente indiziata speciale all’interno del megatrend: come ha certificato una recente ricerca di The European House-Ambrosetti, la filiera estesa dell’agroalimentare tricolore vale 335 miliardi di euro, in crescita del 29% rispetto al 2015 e pari al 19% del pil italiano. Nel novero delle imprese del comparto, che stando ai dati del Mimit sono 1,2 milioni, ben poche sono le società quotate: ragion per cui chi vuole investirci può avere molte opportunità anche spostandosi nell’universo dei mercati privati.
La tabella in basso, elaborata da Fida, presenta una selezione di fondi che investono nei mercati quotati e non solo e che sono focalizzati sul megatrend dell’alimentazione e dell’agricoltura sostenibile. La loro performance media nell’ultimo anno è del 7,9%, che passa tuttavia al -11,5% su una prospettiva triennale. Non va dimenticato che l’ultimo triennio è stato particolarmente sfidante per tutti i comparti di investimento Esg, messi alla prova dal ritorno alla ribalta dei titoli della difesa e delle energie tradizionali dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. I fondi considerati hanno inoltre strutture di commissioni diverse tra loro: la media è dell’1,4%, piuttosto elevata anche nell’universo dei comparti azionari, ma si va da un minimo dello 0,75% a un massimo del 2,3%.
«I fondi che investono in questo ambito possono essere usati per catalizzare il capitale verso il miglioramento dell'efficienza produttiva, della sostenibilità ambientale e della sicurezza alimentare», osserva Monica Zerbinati, analista finanziaria di Fida, che poi aggiunge: «Questi fondi si concentrano su aree geografiche strategiche, spesso in Paesi emergenti, dove la produttività agricola è destinata a crescere, ma anche su iniziative in Paesi sviluppati, dove la tecnologia agricola può migliorare sensibilmente la resa dei raccolti».
Amundi è tra le società di gestione più presenti in graduatoria Fida, anche tramite la sua controllata Cpr Am che, con il fondo Cpr Invest Food For Generations, ha messo a segno nell’ultimo anno una performance del 9,1% (1,5% le commissioni di gestione). Stéphane Soussan, senior portfolio manager, invita a considerare il trend anche in termini di sconti: «La valutazione relativa del nostro universo d'investimento rispetto all'Msci World è ai minimi da 10 anni: spiccano i prodotti alimentari, che hanno subito la svalutazione più significativa e presentano metriche che hanno raggiunto i livelli più bassi dell’ultimo decennio». Quanto ai sotto-settori, per il money manager sono interessanti «le prospettive dei prodotti alimentari, con una recente ripresa dei volumi di vendita: la disinflazione e la crescita dei salari negli Usa dovrebbero sostenere questa ripresa».
Dpam si approccia all’asset class con il fondo Equities Sustainable Food Trends, che nel 2024 ha guadagnato il 7,5%, peraltro con commissioni piuttosto contenute (0,8%). «Continuiamo a vedere una tendenza verso alimenti più sani, ad esempio l’eliminazione degli additivi artificiali», elenca il fundamental equity fund manager Ignace De Coene. Per quanto riguarda l'agricoltura invece il gestore vede «mercati più stabili grazie alla stabilizzazione dei redditi degli agricoltori, che ricominciano a spendere per l'acquisto di attrezzature e fertilizzanti». Alcuni titoli da guardare con attenzione? «Nell’upstream CF Industries, che ha un vantaggio in termini di costi, e Deere, un’azienda di attrezzature che nel 2025 potrà ricominciare ad aumentare i volumi di produzione», spiega De Coene. Nel downstream invece focus sul «produttore di bevande proteiche Bellring Brands», ma anche su «Lotus Bakeries, che ha una buona posizione nel settore degli snack salutari». In generale, il money manager è interessato ad «aziende produttrici di ingredienti, che sono fornitori chiave di soluzioni per migliorare la qualità degli alimenti».
Con il fondo Nutrition Pictet Am ha messo a segno nell’ultimo anno una performance del 6,1%, anche se con commissioni elevate e pari al 2,3%. Il fattore Donald Trump può essere decisivo anche nel settore agricolo, come spiega il team di gestione del comparto: «A novembre abbiamo ridotto la posizione in Agco, passando a Cnh che beneficia di maggiori misure di supporto ai margini ed è meno esposta al rischio dei dazi Trump». Al contempo, i money manager hanno aperto due nuove posizioni. La prima è «Sprouts Farmers Market, una delle più grandi catene statunitensi concentrata su alimentari naturali e organici: beneficia di una crescita a due cifre del fatturato grazie alla maggiore attenzione ai consumatori salutisti e alla svolta della strategia operativa verso la crescita del traffico e la consapevolezza del marchio». E poi c’è «Chefs’ Warehouse, distributore specializzato in servizi al settore alimentare, che si rivolge a strutture di ristorazione di alto profilo: trae vantaggio dal percorso di crescita negli Stati Uniti e dall’attività in campo internazionale nelle aree a densità elevata».
C’è infine chi sceglie di entrare nel filone dell’alimentazione sostenibile con gli Etf passivi. È il caso ad esempio di Vaneck, che con il suo Etf Sustainable Future of Food ha messo a segno nell’ultimo anno una performance del 25%, con un total-expense-ratio dello 0,45%. «Nei prossimi mesi», spiega il senior product manager Roel Houwer, «sotto-settori come quello delle proteine alternative e dell'agricoltura di precisione appaiono particolarmente promettenti». Perché investirci con un prodotto passivo? «Etf di questo tipo», conclude il money manager, «offrono un accesso diversificato ed economicamente vantaggioso all’alimentazione sostenibile, riducendo i rischi associati alla selezione dei singoli titoli». (riproduzione riservata)