Come deliberato dal consiglio di amministrazione di Poste Italiane il 12 novembre 2025, il gruppo guidato da Matteo Del Fante ha esercitato, a poco più di un mese di distanza, il 19 dicembre, il diritto di opzione per l’acquisto di una partecipazione pari al 49% del capitale sociale di PagoPa, offerto dal Ministero dell’Economia.
Il restante 51% del capitale sociale di PagoPa, in coerenza alla medesima normativa, viene acquisito dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (Ipzs).
L’operazione, ora condizionata all’autorizzazione dell’Antitrust, era stata prevista dal il decreto legge sul Pnrr di marzo 2024 a prevedere la cessioni di almeno il 51% all’Ipzs, e fino al 49% destinato al gruppo postale guidato dall’amministratore delegato, Matteo Del Fante. Un dossier che non si è mai arenato ma che è stato più lento del previsto. Ora il via libera all’operazione, in cui valore sarebbe molto vicino ai 500 milioni di euro che erano stati ipotizzati un anno fa.
PagoPa, nata nel 2019, gestisce alcune delle principali piattaforme tecnologiche abilitanti la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione e fornisce soluzioni avanzate a servizio del Paese, rappresentando il raccordo tra cittadini, operatori privati e Pubblica Amministrazione.
«L’operazione è volta a generare valore per l’Italia e per Poste Italiane, attraverso il rafforzamento del processo di trasformazione digitale e il miglioramento dell’esperienza dei cittadini. L’obiettivo è favorire la diffusione capillare dei servizi e dei pagamenti digitali, contribuendo al tempo stesso a ridurre progressivamente il digital divide», hanno fatto sapere da Poste Italiane.
L’asset principale è rappresentato dalla piattaforma (i pagamenti avvengono tramite i diversi istituti di pagamento) che il governo ha intenzione di potenziare ulteriormente mettendo a frutto le sinergie sia con il gruppo guidato da Del Fante, sia con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (Ipzs). La finalità è quella del rafforzamento dell’interoperabilità tra le banche dati pubbliche delle tre società e di valorizzazione della piattaforma digitale nazionale, a partire al progetto IT Wallet pubblici.
PagoPA è arrivata ad assumere 380 dipendenti chiudendo il 2024 con transazioni per 93,5 miliardi di euro e un utile di 9 milioni e ha iniziato a lavorare per facilitare l’accesso dei cittadini ai servizi digitali delle Pubblica Amministrazione, come con l’app IO.
Una crescita che non sorprende, considerando che tutte le pubbliche amministrazioni sono obbligate a passare per PagoPA, così come i soggetti privati che gestiscono i servizi pubblici e pure le società a controllo pubblico. A loro si sono aggiunti tanti soggetti privati che hanno scelto di aderire volontariamente, arrivati oggi a più di 400, Poste Italiane compresa. (riproduzione riservata)