Sia Equita sia Banca Akros si aspettano una solida partenza d’anno per Poste Italiane. La società guidata da Matteo Del Fante riporterà i risultati del primo trimestre del 2026 il prossimo 7 maggio. L’attenzione resta naturalmente rivolta all’offerta (opas) da 10,8 miliardi di euro su Tim (closing entro il secondo semestre del 2026) che consente al gruppo combinato di rafforzare l’offerta tecnologica sia nel mercato consumer (dove Poste è già player di riferimento) sia in quello corporate e della pubblica amministrazione (dove è forte la presenza di Tim).
In merito alla necessità di incrementare il prezzo offerto (0,167 euro in denaro e 0,0218 in azioni ordinarie Poste di nuova emissione per un valore totale di 0,635 euro per azione), l’ad Del Fante di recente ha chiarito che è «fair» e che offre agli azionisti del colosso tlc un profilo sul dividendo visibile e interessante.
Tornando alla trimestrale di Poste Italiane, in particolare, Equita ha stimato ricavi pari a 3,4 miliardi di euro (+6% anno su anno), pressoché in linea con la previsione di Banca Akros a 3,399 miliardi (+6,3%), un utile operativo a 870 milioni (+9%) con un margine al 25%, mentre Banca Akros se lo aspetta leggermente più basso a 826 milioni (+6,2%).
L’utile reported è stimato dalla sim a 820 milioni, quello ex Tim a 620 milioni (+3% anno su anno; 595 milioni la stima di Banca Akros). «Segnaliamo che la differenza significativa tra l’utile reported e l’utile ex-Tim è dovuta al fatto che nel quarto trimestre del 2025 l’utile di Tim includeva una voce one-off positiva per circa un miliardo di euro legata al rimborso del canone di concessione», spiega Equita.
Guardando alle singole divisioni, per Mail&Parcel Equita ha stimato ricavi a 970 milioni, in aumento del 2%, con la conferma di un trend di crescita sostenuto nei pacchi (ricavi +9% con volumi in aumento a doppia cifra) parzialmente compensato dal calo della corrispondenza (-3%). L’ebit è atteso a 26 milioni, sostanzialmente stabile anno su anno.
Farà ancora meglio la divisione PostePay Services con ricavi a 425 milioni (+7%) con una crescita dei pagamenti «mid-single digit», dopo aver scontato nel corso del 2025 l’impatto delle modifiche normative (allineamento dei costi dei bonifici istantanei con quelli ordinari), un mobile complessivamente stabile anno su anno ed energia in marcata crescita: ebit a 146 milioni (+10%).
Dovrebbe crescere ancora di più la divisione Financial Services. I ricavi sono visti balzare del 9% a 1,5 miliardi. Il margine di interesse dovrebbe scendere leggermente trimestre su trimestre (+1% anno su anno) sia per effetto del calendario negativo sia per un impatto contabile di 50 milioni legato a crediti fiscali registrato nel quarto trimestre del 2025.
Invece, Equita ha previsto un contributo da trading sostenuto, un calo mid/single digit nel transaction banking, una crescita del risparmio postale low/single digit e una buona dinamica nel credito al consumo (+7%). L’ebit adjusted della divisione è atteso a 294 milioni (+13%). Infine, per quanto riguarda l’Insurance Services, «ci aspettiamo ricavi per 467 milioni, +6%, e un ebit adjusted a 400 milioni, +6%».
Insomma, «una solida partenza d’anno, con risultati coerenti con la guidance 2026 di un utile ex-Tim a 2,3 miliardi, su cui noi siamo leggermente più costruttivi perché abbiamo una previsione di 2,4 miliardi (2,43 miliardi la stima di Banca Akros, ndr)», aggiunge Equita che ha confermato le stime 2026-2028 su base standalone.
Con il titolo Poste Italiane che tratta attualmente a un multiplo p/e 2027/2028 di 11x-10,4x, mentre assumendo il pieno successo dell’acquisizione di Tim alle condizioni d’offerta, Poste-Tim tratterebbe sulla base delle stime della sim a 11x-9,6x, Equita ha ribadito il rating buy con un target price a 27,40 euro (+0,50% a 22,29 euro l’azione in borsa in chiusura il 24 aprile). In caso di pieno successo dell’offerta su Tim, la sim ha stimato preliminarmente un target price per la combined entity di 28 euro per azione circa.
Anche Banca Akros ha un giudizio positivo (accumulate e target price a 23,80 euro), scontando anche un aumento del dividendo a valere sul bilancio 2026 da 1,25 a 1,31 euro per azione (rendimento del 5,8%). Per il 2026 il management di Poste ha indicato un dividendo in area 1,25-1,30 euro, anche Equita lo vede più alto a 1,37 euro su base standalone. Nel 2027-2028 salirà a 1,5-1,6 (yield del 7-8%), corrispondente a un payout sull'EPS adj. di circa 75%/70%. Il consenso Bloomberg vede 7 rating buy, 7 hold e 0 sell con un prezzo obiettvo medio a 23,53 euro su Poste che implica un potenziale margine di apprezzamento del 7% rispetto alla quotazione attuale. (riproduzione riservata)