Arrivano contributi per 55 milioni di euro del Piano Nazionale Complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) per favorire l'acquisto di nuovi mezzi per il trasporto ferroviario delle merci, gru a portale-transtainer, reach stacker e loco trattori. Il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, ha firmato il decreto che ripartisce le risorse tra le 32 aziende ammesse al finanziamento. Oltre ai contributi statali, è previsto un ulteriore finanziamento a carico delle imprese pari a 62 milioni, per un investimento complessivo di 117 milioni di euro. I fondi pubblici del Piano Nazionale Complementare incentivano l'acquisto di mezzi conformi agli attuali standard ecologici in termini ambientali, energetici, manutentivi, economici e di sicurezza, con l'obiettivo di favorire il riequilibrio modale, la riduzione dell'impatto ambientale e la salvaguardia delle risorse energetiche primarie. Sulla misura si è espressa favorevolmente la Commissione europea. Anche i terminal portuali potevano aspirare a ottenere queste risorse, e infatti agli scali marittimi è destinata una fetta considerevole dei fondi. Su poco meno di 30 beneficiari (considerando un unico soggetto le cinque società totalmente controllate dal gruppo Fs Italiane), infatti, i concessionari portuali sono quattro, ma ottengono quasi un terzo delle risorse a disposizione. Oltre 9,5 milioni di euro li incassa il gruppo Psa per i suoi terminal genovesi (5,9 per il Sech e il resto per Psa Pra'), quasi 1,5 milioni vanno alla Ignazio Messina e C. spa (che oltre al terminal genovese Imt controlla anche strutture logistiche terrestri nella Pianura Padana), poco meno di 1 milione al Trieste Marine Terminal e oltre 4 milioni di euro al nuovo terminal auto Magazzini Generali (gruppo Gavioli) a Marghera. Sul fronte terrestre, accennato alle cinque società terminalistiche di Fs (che partecipa però anche a molte compagini interportuali parte dell'elenco), che insieme incassano intorno a 5,5 milioni, le cifre maggiori sono per l'interporto Sito di Torino (6,1 milioni), l'Interporto di Bologna (4,3), Termi spa (società che gestisce il terminal Hupac di Busto Arsizio con 3,9 milioni) e l'Interporto di Padova con 3,7 milioni. (riproduzione riservata)