Trent’anni di televisione, politica e costume. Porta a Porta, il programma ideato e condotto da Bruno Vespa, ha celebrato il suo anniversario con una grande serata evento in onda su Rai 1. Il talk show debuttò il 22 gennaio 1996 e da allora ha attraversato tre decenni di storia italiana, diventando quella che è stata spesso definita la ‘Terza Camera’ del Parlamento.
Come ricorda un comunicato Rai, in 3.617 puntate la trasmissione ha raccontato l’Italia attraverso 17 Governi, 11 Presidenti del Consiglio - tutti ospiti del programma con l’eccezione di Mario Draghi - 4 Papi, 3 Conclavi e 5 elezioni presidenziali che hanno portato all’elezione di tre Presidenti della Repubblica: Ciampi, Napolitano e Mattarella.
«Quello di Porta a porta è un compleanno che il servizio pubblico è felice di festeggiare. Trent’anni al ‘servizio’ del pubblico, per raccontare con l’autorevolezza e la professionalità di uno dei più grandi giornalisti italiani, la nazione nel suo percorso politico, sociale e di costume: dagli eventi più eclatanti e di maggior rilevanza, alle storie suggerite dalla quotidianità, Bruno Vespa ha raccontato i cambiamenti che hanno attraversato il nostro tempo», sono stati gli auguri dell’amministratore delegato Rai, Giampaolo Rossi che non ha esitato a definire Porta a Porta «una ‘casa trasparente’ del servizio pubblico, va il nostro ringraziamento e un grande in bocca al lupo per continuare questo racconto, sempre con uno stile inconfondibile».
Per celebrare l’anniversario è andato in onda lo Speciale Porta a Porta – 30 anni della nostra vita, una festa in prima serata che ha riunito esponenti della politica, della cultura, dello spettacolo e della cronaca. I leader politici sono stati intervistati dall’inedita coppia Bruno Vespa-Enrico Mentana. Per la politica sono intervenuti Giorgia Meloni, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Antonio Tajani, Matteo Salvini e Matteo Renzi.
Anche Papa Leone XIV ha inviato a Bruno Vespa un messaggio augurale, riflettendo sulle regole della buona comunicazione.
«La comunicazione ci sfida tutti a non cedere mai alla tentazione del banale. A coltivare con i nuovi strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione la unicità della nostra umanità», ha sottolineato Leone XIV nel suo messaggio. «Tante cose sono successe in questi anni nel mondo, in Italia e nella Chiesa. Guerre e accordi di pace. Crisi e riprese. Eventi gioiosi e tristi. La sua trasmissione ha trasformato tutto questo in occasione costante di dialogo; sotto i riflettori delle telecamere, davanti a quello che nel tempo ci siamo abituati a definire pubblico televisivo», ha osservato il Pontefice. «Anche la televisione in questi anni è cambiata. E con essa la comunicazione generale. Nuovi strumenti, nuove possibilità di informarsi, di conoscere, di interagire», continua Leone che mette in guardia dai «nuovi rischi», «come quello di scambiare il falso per vero, lo zapping compulsivo per ascolto, il doom-scrolling per una lettura intenzionale, la curiosità superficiale per desiderio di conoscere, i monologhi per dialoghi dove nessuno ascolta davvero. Ci vuole pazienza e lungimiranza per coltivare una relazione durevole». «Auguro a lei e a tutti voi di poter sempre offrire al mondo assetato di bellezza e di verità una televisione di qualità. Buon anniversario!», ha concluso.
I festeggiamenti proseguiranno il 9 febbraio, quando il Presidente della Repubblica riceverà al Quirinale una rappresentanza della trasmissione.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha partecipato a Porta a Porta complessivamente 87 volte, è intervenuta per prima ricordando il suo esordio nel programma: «la prima volta è stato quando ero una bambina, il 7 novembre 2006, ero vicepresidente della Camera dei Deputati», ha scherzato la premier. «Mi ricordo bene che ero terrorizzata a partecipare a questa trasmissione. Io sono sempre stata un po’ secchiona e non era una cosa facile da affrontare le prime volte volte, è passato davvero molto molto tempo». (riproduzione riservata)