Il 12 marzo la Banca Popolare di Sondrio alza il velo sul nuovo piano industriale 2025-2027. L’occasione è importante non solo per le strategie future, ma anche per il contesto in cui l’istituto valtellinese si trova a operare, con l’offerta pubblica di scambio lanciata da Bper Banca a fronte di una capitalizzazione di borsa della Sondrio di 4,9 miliardi di euro, raggiunta dopo una crescita del titolo del 60% circa in un anno con un nuovo massimo storico toccato lo scorso 6 marzo a quota 11,37 euro (stabile a 10,97 euro l’azione in borsa l’11 marzo).
Un’offerta che per il cda della ex popolare non è stata sollecitata né preventivamente discussa. Il board ha anche rimarcato la capacità di crescita della banca in un’ottica stand-alone, evidenziando la sostenibilità del modello di business e la continuità nei risultati conseguiti. Da un lato, quindi, la presentazione del nuovo pino strategico «sarà l’occasione per il cda di rafforzare la sua visione stand alone e offrire una prospettiva chiara agli azionisti, dall’altro, il mercato osserverà con attenzione ogni elemento che possa incidere sulla valutazione dell’ops di Bper. La partita tra i due istituti bancari è ancora aperta», sottolinea Morningstar.
Si ricorda che il rapporto di concambio è di 1,45 azioni Bper per ogni azione della Sondrio. All’11 marzo, il prezzo di mercato di Bper è pari a 7,312 euro, e quello della Sondrio a 10,97 euro. Applicando il rapporto di concambio, risulterebbe un valore riconosciuto in ops di 10,60 euro (7,312 euro per 1,45) per ogni azione della Sondrio consegnata.
Oltre a valutare la posizione del management in relazione all’ops lanciata da Bper, Equita (è consulente finanziario di Bper nell’ambito dell’ops) si aspetta che il piano strategico sia incentrato su un’ulteriore diversificazione del business model, con particolare focus sull’accelerazione delle commissioni (cagr +5%) al fine di compensare un margine di interesse netto «ragionevolmente in contrazione rispetto al livello record del 2024: cagr del -4%», un trend parzialmente compensato dalla continua crescita dei volumi (cagr dei prestiti +4%). Mentre gli accantonamenti per perdite su crediti sono attesi sostanzialmente stabili in area 45-50 punti base.
Inoltre, Equita si attende che la Sondrio sia in grado di generare un utile netto oltre quota 500 milioni di euro (514 milioni al 2027) in tutti gli anni del piano strategico (dai 575 milioni nel 2024). Di riflesso, ha previsto un incremento della remunerazione agli azionisti, con un dividend payout atteso «almeno» al 70%. A valere sul bilancio 2024 la banca ha proposto un dividendo di 0,80 euro per azione (payout del 63%, yield superiore all’8,5%), oltre le previsioni degli analisti. Equita ha un rating hold e un target price a 9,50 euro sulla Sondrio.
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