Attendere le motivazioni della Corte dei Conti e poi replicare «puntualmente» a ciascun rilievo. Ma con l’obiettivo «fermo» di procedere con la realizzazione dell’opera. È questo l’esito della riunione di governo, convocata dalla premier Giorgia Meloni all’indomani della decisione della sezione centrale di controllo della Corte dei conti che ha negato il visto di legittimità alla delibera del Cipess sull’opera.
Alle dieci di giovedì 30 ottobre, in fretta e furia, il vicepremier Matteo Salvini e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari sono accorsi a Palazzo Chigi. Dopo due ore di riunione, l’esecutivo ha convenuto di «attendere la pubblicazione delle motivazioni della delibera adottata ieri dalla Corte dei Conti e, solo dopo, replicare utilizzando tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento».
Durante il vertice è stato definito un crono-programma. «Il primo consiglio dei ministri sarà l’occasione per informare gli altri colleghi su come intendiamo andare avanti e mettere in sicurezza i fondi necessari all’opera», ha detto il ministro lasciando il vertice di governo. Intanto c’è già una nuova data per l’avvio dei cantieri: «Partiremo a febbraio. Intanto aspettiamo con estrema tranquillità i rilievi della Corte dei conti, a cui siamo convinti di poter rispondere punto su punto». Sul fronte industriale, Webuild - che gestisce il consorzio Eurolink che ha l’appalto per la costruzione del ponte – viaggia in rosso (dopo il -3,62% della mattina attorno alle 15 perde lo 0,2%) ma gli analisti confermano comunque il buy sul titolo.
Intanto dalla Corte dei conti è arrivato un primo comunicato stampa sulla decisione della Sezione di controllo di legittimità che, si legge, «si è espressa su profili strettamente giuridici della delibera Cipess, relativa al Piano economico finanziario afferente alla realizzazione del Ponte sullo stretto, senza alcun tipo di valutazione sull’opportunità e sul merito dell’opera».
«Il rispetto della legittimità è presupposto imprescindibile per la regolarità della spesa pubblica, la cui tutela è demandata dalla Costituzione alla Corte dei conti. Le sentenze e le deliberazioni della Corte dei conti non sono certamente sottratte alla critica che, tuttavia, deve svolgersi in un contesto di rispetto per l’operato dei magistrati».
Ma sotto la lente della Corte dei Conti ci sarebbe anche un altro atto relativo al progetto del ponte sullo Stretto in attesa di essere valutato. Secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa nazionali, i giudici contabili stanno esaminando i documenti, su cui è prevista una decisione nei primi giorni di novembre. I magistrati dell’Ufficio di controllo dovranno decidere se sottoporre o meno quest’altro atto sul Ponte al collegio della sezione centrale di controllo di legittimità.
Il provvedimento «sub iudice» della Corte dei Conti riguarda il decreto approvativo del ministero dei Trasporti del terzo atto aggiuntivo alla convenzione con il concessionario Società Stretto di Messina. Si tratterebbe quindi dell’atto con cui il ministero guidato da Matteo Salvini ha stipulato la convezione con la società a cui è affidata la realizzazione e la gestione del Ponte sullo Stretto.
Dal canto suo, Paolo Ciucci, amministratore delegato di Stretto di Messina Spa, è convinto di aver «rispettato tutte le normative italiane ed europee al massimo dell’impegno. Il tema dell’incremento dei costi non porterà a una nuova gara «perché è sbagliato mettere a confronto l’importo iniziale del contratto che risale 2005-2006 con quello del 2025. Il problema del 50% riguarda i nuovi lavori, non gli aumenti di prezzi dovuti all’inflazione». (riproduzione riservata)