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Le mini-imprese del settore spiccano per valore aggiunto pro capite

Pmi prime nella logistica

di Nicola Capuzzo
MF - Numero 186 pag. 19 del 22/09/2023

Lo segnala uno studio di Randstad Research, secondo cui sulle grandi aziende stanno pesando gli investimenti in digitalizzazione e un costo del lavoro più alto

Un mercato super concorrenziale quello della logistica italiana. Da cui però deriva una bella fetta dei ricavi complessivi delle aziende di punta del settore. E' quanto emerge dal report «Trasformazioni del settore e delle professioni nella logistica» elaborato da Randstad Research. Sulla base dell'indice Herfindahl-Hirschman, lo studio evidenzia infatti che il settore ottiene un punteggio di 20 (si va da 0 nelle situazioni di concorrenza perfetta a 10 mila in caso di monopolio) sotto il profilo della concorrenza. Ma anche che, dal punto di vista dei ricavi, alle prime 10 realtà (localizzate perlopiù nell'area del Nord Ovest e tutte insieme pari solo allo 0,0001% del totale) nel 2021 faceva capo una qutoa di mercato del 12,27%, in aumento rispetto al 10,78% del 2020 (e al 10,05% del 2019) per effetto della pandemia.

Secondo lo studio i settori trasporto aereo, marittimo e attività di corriere sono molto concentrati, mentre trasporto stradale e magazzinaggio lo sono meno. Nel 2021 alle prime 10 imprese di trasporto marittimo era riferibile il 64,4% dei ricavi, che saliva al 74,20% nel trasporto aereo. Tra i corrieri nel 2021 ai primi dieci operatori faceva capo il 79,88% dei ricavi. Del tutto diversa invece la situazione del trasporto terrestre dove i primi dieci operatori nel 2021 totalizzavano il 16,92% dei ricavi (quota sostanzialmente stabile dal 2013) e quelli della logistica il 19,83% (in lieve aumento).

«Il dato sulla concentrazione non deve sorprendere», spiega il report, «in quanto riflette la distribuzione per classe dimensionale delle imprese italiane, oltre il 90% delle quali ha meno di dieci dipendenti e al contempo rivela una peculiarità della logistica italiana». In altre parole, secondo Randstad Research, a differenza di quanto avviene in Germania dove i settori produttivi sono concentrati e la loro attività è appannaggio di grandi player logistici, nel contesto italiano, caratterizzato da Pmi, i servizi logistici alle realtà più piccole vengono offerti da altre imprese di dimensioni ridotte. Il fenomeno da un lato può costituire «un freno alla crescita dimensionale delle imprese, ma permette anche di avere «servizi allineati alle loro esigenze, secondo la logica dei distretti».

A proposito di occupazione e figure professionali la ricerca spiega che, oltre che di autisti, magazzinieri, responsabili di magazzino, supply chain manager, il settore necessiterà da qui al 2030 di profili altamente qualificati: dai convertitori di autostrade intelligenti ai progettisti di shuttle robotici, dai designer di imballaggi circolari ai fleet manager, fino ai progettisti di treni a idrogeno.

«Digitalizzazione, sostenibilità e demografia impatteranno fortemente sulla logistica nel prossimo futuro: formazione e innovazioni tecnologiche sono strategiche per attrarre talenti nel settore», ha sottolineato Emilio Colombo, coordinatore del comitato scientifico di Randstad Research, che per questo ha proposto di creare un «istituto tecnico dedicato alla logistica, che fornisca le qualifiche formali, come le patenti da possedere, e tutte le conoscenze richieste dal settore».

Dalla ricerca emerge anche che costi del lavoro molto più bassi e scarsi investimenti in digitalizzazione sono i fattori che portano le aziende più piccole a generare il maggior valore aggiunto per addetto. A fronte di un pressoché costante aumento del valore aggiunto medio per addetto (pari a 49.278 euro nel 2021, anno dell'ultima rilevazione, a fronte dei 44.822 euro del 2013, al netto dell'inflazione sono state appunto le aziende più grandi a perdere via via quota sotto questo profilo, mentre le realtà più piccole (se non microscopiche) hanno registrato una crescita.

Facendo un passo indietro, lo studio evidenzia che nel settore il valore aggiunto pro capite, nell'ambito del percorso di sviluppo tra il 2013 e il 2021, ha toccato un picco nel 2018 (49.310 euro), seguito da una fase di calo nel biennio 2019-2020 (44.539 e 39.151, sempre al netto dell'inflazione), per poi tornare a vicino ai massimi nel 2021 (49.278 euro).

Nello stesso periodo, nella logistica italiana è cresciuto il costo del lavoro. Anche per questo dato si osserva un picco nel 2018 seguito da un calo nel biennio successivo, ma al di là di questa parentesi si può notare come si sia passati da una media di 30.831 euro nel 2013 (contro i 25.029 dei servizi) ai 31.971 euro del 2021 (23.585 nei servizi). Si tratta di un andamento che secondo Randstad Reserach si spiega da un lato con i maggiori investimenti in tecnologia e digitalizzazione avviati dalle realtà più grandi (che al momento non hanno però ancora generato i ritorni attesi), ma anche con il fatto che le Pmi spesso pagano un costo del lavoro decisamente inferiore offrendo allo stesso tempo meno tutele.

Tra attività di trasporto e magazzinaggio, la logistica conta in Italia 1,16 milioni di occupati e genera un valore di 92,7 miliardi di euro,il 5,41% del Pil. Il 50,5% degli occupati della logistica italiana lavora nel trasporto terrestre, mentre il 27,9% è attivo nel magazzinaggio e in attività di supporto. Il 15,8% opera nei servizi postali e di corriere, il 3,6% nel trasporto marittimo o per vie d'acqua e infine il 2,1% in quello aereo. Al trasporto terrestre si deve anche il maggior valore aggiunto (51,4%) sul totale, seguito dal magazzinaggio e supporto ai trasporti (37,4%), mentre quote più basse raggiungono gli altri ambiti di attività: il trasporto marittimo pesa per il 4,4%, mentre quello aereo e l'area dei servizi postali valgono ognuno il 3,4%.

Quello della logistica è un settore maschile (80% degli occupati, contro il 48,7% nei servizi e il 57,7% di media), con una quota di lavoratori stranieri (13,1%) superiore alla media italiana (10,3%), nonostante alcune barriere all'ingresso (tipo essere automuniti) che li ostacolano. Nel business dei trasporti e della distribuzione oltre la metà degli addetti ha più di 44 anni.

La maggior parte degli occupati della logistica è concentrata nel Nord Ovest (29,3%), mentre Centro e Nord contano entrambi il 22%. A contare più occupati nel settore è la Lombardia (18,27%), seguita da Lazio (12,29%), Emilia Romagna (9,78%), Veneto (9,51%) e Campania (8,96%). (riproduzione riservata)



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