Curati sotto ogni particolare, a partire da design e materiali, i Pixel 7 di Google hanno ribadito quanto l'integrazione fra hardware e software sia in grado di fare la differenza in un mercato degli smartphone sempre più simile a livello di sole caratteristiche. Nel corso della prova i nuovi smartphone di Google hanno infatti mostrato di aver raggiunto non solo livelli di eccellenza fotografica, ma anche funzioni utilissime nell'uso quotidiano e una sicurezza generale che ben si concilia con la praticità. Il tutto, particolare non irrilevante, a un livello di prezzo immutato rispetto ai modelli precedenti e sensibilmente inferiore agli altri top di gamma: Pixel 7 Pro viene infatti venduto a 899 euro, mentre Pixel 7 a 649 euro, ormai una soglia toccata da modelli di fascia media con caratteristiche inferiori.
Cuore dei nuovi Pixel 7 è infatti il processore Tensor G2, seconda generazione del chip proprietario di Google che nel corso della prova ha mostrato non solo prestazioni elevate unite a consumi energetici più che compatibili con l'autonomia di una giornata anche con un uso intenso, ma anche di possedere le caratteristiche perfette per supportare tutte le funzioni che Google ha pensato per rendere unica l'esperienza d'uso dei Pixel 7.
Sin dai primi Pixel, Google ha infatti puntato sul know how unico nello sviluppo di algoritmi per elaborare le immagini e offrire un risultato qualitativamente eccellente nonostante caratteristiche tecniche della sezione fotografica non al pari di altri modelli top. Con Pixel 7, come già per i Pixel 6, Google ha invece portato la configurazione ottica a livelli top proseguendo al tempo stesso l'evoluzione degli algoritmi, supportati dalla neural unit del Tensor G2 capace di effettuare trilioni di operazioni al secondo, e rimarcando così l'eccellenza delle immagini e video catturati. Nel corso della prova la camera principale del Pixel 7, identica a quella del Pixel 7 Pro e basata su un sensore da 50 megapixel di risoluzione con stabilizzazione ottica della lenti, ha mostrato una fedeltà cromatica eccellente in ogni condizione di luce grazie anche alla regolazione del punto di bianco, come dimostrato anche dal test con il colorimetro, con sfumature perfette e una gamma dinamica molto elevata. Google ha inoltre integrato nell'interfaccia della camera uno zoom 2X ottenuto sfruttando la risoluzione del sensore principale e gli algoritmi per ricavare una foto da 12,5 megapixel dalla parte centrale del fotogramma. Una soluzione comoda per il Pixel 7, privo di obiettivo tele al contrario del Pixel 7 Pro, che si è rivelata perfetta sul campo: è infatti possibile ingrandire e ritagliare porzioni della foto con zoom 2X registrata senza perdite di risoluzione o nitidezza, e con un'assenza pressoché totale di rumore digitale anche in condizioni di luce scarsa.
L'obiettivo ultra-grandangolare, con sensore da 12 megapixel per entrambi i modelli ma privo di autofocus nel Pixel 7, si è rivelato ugualmente soddisfacente, con una distorsione ridotta delle linee geometriche che lo rende perfetto per le foto ai monumenti e un'ottima gestione della luce sempre tramite gli algoritmi di Google. Il Pixel 7 Pro dispone anche di un obiettivo tele con zoom ottico 5X di tipo periscopico con prisma ottico a 45 gradi che, unito all'elaborazione in tempo reale, permette di scattare foto con un ingrandimento sino al 10X senza perdita percettibile di nitidezza, oltre che con una stabilità eccellente grazie all'unione tra la stabilizzazione ottica delle lenti e quella software. La potenza di calcolo del Tensor G2 consente inoltre di gestire i video in qualità 4K con Hdr a 10 bit, per ottenere 1 miliardo di sfumature di colore che rendono le immagini realistiche e vive, e anche in modalità Cinema, che simula la gestione delle profondità di campo tipica delle inquadrature cinematografiche: basta selezionare il soggetto da tenere a fuoco per lasciare al software il compito di sfuocare in tempo reale lo sfondo.
La magia digitale che Google ha infuso nei Pixel 7 non termina però al momento dello scatto, ma prosegue con funzioni come Gomma magica, che cancella in un istante oggetti o persone indesiderate nella fotografia con una precisione e una qualità a livello di ritocco professionale con Photoshop, o la nuova Elimina sfuocatura, che migliora in modo notevole la nitidezza di immagini sfuocate anche nel proprio archivio fotografico. La potenza di calcolo del processore Tensor G2 non è stata sfruttata da Google solo per la fotografia computazionale, ma anche per aumentare la facilità ed efficacia d'uso dello smartphone in ogni situazione, con un'attenzione particolare ai comandi vocali. Pixel 7 migliora infatti la funzione di trascrizione dei messaggi ricevuti, che possono così essere letti magari in auto o mentre si fa sport, così come la funzione di scrittura del testo, anche in italiano, che consente di scrivere velocemente e in modo preciso i testi con tanto di punteggiatura, oltre a gestire le traduzioni in tempo reale.
Foto e video, come ogni altra app, trovano un supporto perfetto nel display, di tipo Oled e con dimensioni di 6,7 pollici per il Pixel 7 Pro e 6,3 pollici per il Pixel 7, protetto da un vetro Gorilla Victus che assicura un'elevata resistenza agli urti anche nella cover posteriore. Con una luminosità massima di 1.500 candele per metro quadro nel Pixel 7 Pro (1.400 per il Pixel 7), si è rivelato ottimo per l'uso quotidiano come per la visione di video o altre attività multimediali, con la praticità dell'always-on che permette di avere le informazioni essenziali sempre sott'occhio anche senza dover accendere lo schermo. La luminosità, così come le prestazioni, non ha inciso sull'autonomia dei Pixel, che raggiungono il traguardo di fine giornata anche in caso di uso intenso, anche se con una riserva non elevatissima di carica residua, e possono essere ricaricati anche in modalità wireless. (riproduzione riservata)