Come nel Pixel 3a, Google ha concentrato nel nuovo Pixel 4a molte delle caratteristiche più riuscite del fratello maggiore, a partire naturalmente dalla sezione fotografica. La fotocamera del nuovo smartphone di Google, che sarà in vendita dal primo ottobre a un prezzo di 389 euro, ha infatti mostrato nel corso della prova le stesse caratteristiche di eccellenza mostrate dal Pixel 4, anche se limitate a un solo obiettivo. Il sensore da 12,2 megapixel, abbinato a un obiettivo grandangolare con stabilizzazione ottica ed elettronica, ha dimostrato infatti di saper catturare fotografie di qualità eccellente in ogni condizione di luce, con una messa a fuoco veloce e precisa, offrendo inoltre gli stessi algortmi software che nel corso della prova hanno una volta in più dimostrato di fare la differenza.
Le fotografie catturate hanno infatti sempre mostrato una qualità davvero ottima in ogni situazione, con un’eccellente saturazione e soprattutto fedeltà dei colori, senza esagerazioni nei toni che rendono poco realistiche le tinte rispetto alla realtà. Google ha inoltre sfruttato al meglio l’esperienza accumulata nel riconoscimenti dei volti per creare algoritmi capaci di scattare automaticamente più foto in sequenza per scegliere poi, in modo automatico, l’immagine migliore, escludendo quelle con occhi chiusi e valorizzando quelle con sorrisi o esposizione migliore.
Google ha sfruttato in modo eccellente il software per compensare la mancanza di uno zoom ottico: con Pixel 4a è infatti possibile partire dal grandangolo, lunghezza focale nativa dell’obiettivo, per arrivare all’equivalente di uno zoom 4X senza perdita di dettagli: un risultato ottenuto scattando automaticamente più foto e componendole poi tramite algoritmi per aumentare tramite interpolazione la risoluzione. Pixel 4a ha mostrato inoltre risultati eccellenti anche nei ritratti, riuscendo anche in questo caso a non risentire della mancanza di una seconda fotocamera per ottenere un effetto bokeh, o sfumato, sempre piacevole e realistica, lasciando poi a bocca aperta per la qualità delle foto in modalità notturna. Ottima anche la qualità dei video, che sfruttano anche in questo caso gli algortimi software per la stabilizzazione dei filmati, ottenuta senza penalizzare fluidità e nitidezza dei fotogrammi, anche nel caso della funzione slow motion.
Come tutti gli smartphone della famiglia, anche il Pixel 4a sfrutta al meglio il software pensato per il dispositivo, dalla fotocamera alla batteria che ha dimostrato nel corso della prova un netto miglioramento rispetto al precedente Pixel 3a, consentendo di arrivare a fine giornata senza troppe preoccupazioni. Merito della batteria più capiente ma soprattutto della funzione Batteria adattiva, che analizza in tempo reale le applicazioni aperte e, tramite un algoritmo capace di comprendere quali siano indispensabili e quali no, è in grado di sospendere o limitarne il funzionamento in background.
Il contenimento dei consumi energetici si è rivelato efficace riucendo a gestire senza preoccupazioni anche l'ottimi display Oled da 5,8 pollici, luminoso e molto fedele nella rappresentazione dei colori, che copre completamente la superficie frontale del telefono. Google ha infatti posto il sensore per il riconoscimento delle impronte digitali nella parte posteriore dello smartphone, mentre la camera anteriore, priva del sofisticato sistema di riconoscimento 3D del volto del Pixel 4, è integrata in un foro in alto a sinistra del display. Una soluzione ottimale, che Google ha reso anche divertente con una serie di sfondi dedicati che si coordinano con il foro della camera stessa.
Le prestazioni sono assicurate da un processore Qualcomm Snapdragon 730G affiancato da 6 Gb di ram e 128 Gb di memoria, non espandibile, più che adeguati per gestire al meglio anche più app contemporaneamente grazie all'ottimizzazione del software. La velocità di esecuzione non si basa però solo alle prestazioni dell'hardware, ma ancora una volta anche sul software ottimizzato, a partire dal nuovo assistente digitale che rende istantanee, e possibili anche senza l'uso delle mani, con la sola voce, operazioni come la gestione dei messaggi o delle app, oltre che naturalmente le ricerche. Una comodità in continua evoluzione, dal momento che funzioni come la trascrizione automatica e in tempo reale delle comunicazioni, disponibile per il momento solo in lingua inglese, saranno disponibili come aggiornamenti gratutiti anche in italiano in anteprima rispetto ad altri smartphone basati su Android. (riproduzione riservata)