«Riassegnare le risorse» a ruoli e team focalizzati sull’intelligenza artificiale: è questa la strategia che Pinterest, piattaforma di «scoperta visiva», ha deciso di adottare.
L’applicazione, da 17,5 miliardi di dollari di capitalizzazione, è molto diffusa tra i giovani e ha uno scopo che la differenzia tra tutti gli altri social: scorrere centinaia di immagini, a seconda delle preferenze dell’utente, per cercare ispirazione, nuove idee e fare acquisti.
Nel comunicato, l’azienda ha affermato che «il piano di ristrutturazione globale approvato dal consiglio di amministrazione» include «una riduzione del personale che si prevede interesserà meno del 15% della forza lavoro della società, nonché una riduzione degli spazi per uffici».
La società sta adottando queste misure «per supportare le proprie iniziative di trasformazione», tra cui «la riallocazione delle risorse a ruoli e team focalizzati sull'intelligenza artificiale» e «prevede di completare il piano entro la fine del terzo trimestre, che si concluderà il 30 settembre 2026, nel rispetto delle leggi locali e dei requisiti di consultazione».
Nell’aprile scorso Pinterest contava più di 4.500 dipendenti in tutto il mondo.
La mossa si inserisce in una tendenza sempre più diffusa tra le aziende di tech, tanto che ultimamente si sta diffondendo il termine di «AI-washing», ovvero la pratica di marketing ingannevole in cui le aziende esagerano o affermano falsamente che i loro prodotti utilizzano l’intelligenza artificiale per apparire più innovativi, attirando clienti e investimenti, ma in realtà nascondendo gli sforzi di riduzione dei costi o altri problemi. (riproduzione riservata)