Nonostante il conflitto militare in Ucraina abbia privato il mercato della clientela russa, l'andamento macroeconomico debole, i tassi d'interesse in continua salita e gli effetti del Covid terminati (avevano spinto la ricerca di intimità e di vacanze isolate a bordo), il mercato della nautica, soprattutto quella di grandi dimensioni, non ferma la sua corsa. Questo almeno sembrano dire i numeri e le dichiarazioni emerse dal salone Cannes Yachting Festival in corso e a pochi giorni di distanza dal Salone Nautico Internazionale di Genova che si aprirà la prossima settimana.
A Cannes MF-MilanoFinanza ha tastato il polso del mercato parlando con i vertici dei maggiori cantieri di barche e super yacht per i quali il rallentamento degli ordini sembra paradossalmente essere più un auspicio che un timore. Tutti infatti hanno lavoro assicurato per almeno i prossimi due o tre anni.
Dopo un primo semestre particolarmente positivo Sanlorenzo ha alzato la guidance sul 2023 e il fatto che la crescita dei ricavi sia scesa dal 20% degli ultimi due anni a un più modesto 12% è, secondo l'amministratore delegato Massimo Perotti, un aspetto sano. «Dovevamo rallentare. Una crescita del 12% è più sana per noi. Rivediamo al rialzo la guidance sui risultati previsti per l'anno in corso, forti di un primo semestre di grande soddisfazione e di un portafoglio ordini massiccio, al 30 giugno superiore a 1,4 miliardi di euro». L'outlook è stato dunque portato per ciò che riguarda i ricavi da vendita yacht da 810-830 a 830-850 milioni di euro (+13,4% sul 2022), l'Ebitda da 150-155 è stato portato a 155-160 milioni (+21%), mentre il profitto netto di gruppo invece che 84-86 milioni dovrebbe arrivare nel range fra 86 e 89 milioni (+17,9%).
Anche Giovanna Vitelli, presidente di Azimut Benetti, ha sottolineato che l'anno fiscale chiuso ad agosto ha fatto registrare per il suo gruppo una crescita del 20% in termini di fatturato che chiuderà intorno a 1,2 miliardi di euro. Al risultato contribuiscono per circa il 50% i due brand Azimut (con una produzione compresa fra 250 e 300 imbarcazioni ogni anno) e Benetti (con una ventina di unità consegnate). «In termini di raccolta ordini il nostro gruppo ha un backlog quasi triplo rispetto ai competitor, il che vuol dire capacità produttiva piena per un po' di anni e che a quest'anno siamo arrivati con il prodotto giusto nel momento giusto». Vitelli ha aggiunto che «per la fascia alta di imbarcazioni, i super yacht, agosto si è attestato sui livelli dell'anno passato. La scommessa sarà capire cosa succederà invece nella fascia media di prodotto», più sensibile all'andamento macro e all'aumento dei tassi d'interesse.
Anche per Vitelli un po' di normalizzazione farebbe bene al mercato alleggerire la pressione sulla catena di fornitura. Proprio la gestione dei fornitori (dal generatore, al motore e alla disponibilità di materiali) ha infatti rappresentato una sfida importante sia in termini di disponibilità che di qualità è stata. «Non vogliamo certo la recessione, ma un lieve rallentamento che normalizzi la catena sia dal punto di vista della disponibilità e puntualità sia dei prezzi sarebbe cosa sana. Tanto più se un cantiere ha un portafoglio ordini buono in prospettiva», ha aggiunto l'imprenditrice piemontese.
Chi invece si aspettava un 2023 a ritmo spedito come lo nel biennio passato è Alberto Galassi, amministratore delegato di Ferretti Group: «Lo dissi già l'anno scorso e lo avevamo annunciato agli investitori durante il road show per la quotazione prima a Hong Kong e poi a Milano: vediamo un trend di sempre maggiore differenziazione. Le attività piccole e senza un brand noto soffrono di più, le altre molto di meno, perché non è solo nautica ma diventa lusso, lusso estremo».
Anche per Galassi l'unica criticità significativa è rappresentata dalla catena di fornitura: «Sono sempre preoccupato per la catena di fornitura che deve essere sempre pienamente sotto controllo. Una delle nostre strategie infatti è quella di acquisire fornitori: il controllo della catena trattiene valore in azienda e la rende un po' più padrona del suo destino, un aspetto che, secondo me, Ferretti Group con la sua dimensione non può né deve sottovalutare». Secondo Galassi «crescere significa anche continuare a investire in nuovi cantieri e nella ristrutturazione di quelli già nostri, per rendere sia i processi produttivi che i prodotti finali sempre più conformi agli standard di sostenibilità».
Soddisfatto e sereno per l'andamento del mercato si è detto anche Maurizio Balducci, amministratore delegato di Overmarine: «l'anno in corso continua a essere molto positivo. Anche a livello commerciale ormai abbiamo tutto il 2024 e buona parte del 2025 venduto, quindi possiamo lavorare con tranquillità. In questo momento ci stiamo concentrando sulla produzione per rispettare i tempi di consegna, che è la nostra priorità per accontentare i nostri clienti». Per Overmarine il fatturato dell'anno nautico sarà intorno ai 150 milioni, in aumentato rispetto agli anni passati, e il prossimo anno crescerà ancora, arrivando intorno ai 200 milioni. Oltre a ciò il gruppo sta raddoppiando la capacità produttiva con la realizzazione di un nuovo cantiere a Pisa.
Ricco in termini di risultati e di nuovi modelli di barca presentati a Cannes è anche il bilancio di Cantiere del Pardo, società appena acquisita dal gruppo Calzedonia. Nell'esercizio nautico 2022/23 ha raggiunto un fatturato di 180 milioni di euro, il 50% in più rispetto all'esercizio precedente, con ben 215 barche consegnate, mentre 40 sono i milioni di euro di investimenti in programma nel prossimo triennio: 18 milioni per nuovi modelli e prodotti a cui si aggiungeranno altri 22 milioni per nuove strutture e infrastrutture. (riproduzione riservata)