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Piazza Affari, la pagella delle mid and small cap in attesa dell’Fnsi, il fondo di soccorso del Mef

17 aprile 2025, 18:00 Ultimo aggiornamento: 20:35

Piccole perle si nascondono nelle pieghe delle pmi quotate che hanno vissuto un anno difficile. Ecco i bilanci di 160 società, in attesa dell’arrivo a breve del fondo Fnsi messo a punto dal Mef per sostenere la liquidità delle mid and small cap. I 15 titoli sui cui punta Websim Corporate | Azioni, 12 gioielli in saldo a Piazza Affari. Che cosa comprare dopo due settimane di uragano dazi sui mercati

Le piccole di Piazza Affari hanno pubblicato i bilanci del 2024. Sono le pmi dell’Egm, il segmento che raccoglie circa 200 società a ridotta capitalizzazione, costituiscono uno specchio quotato dell’ossatura industriale italiana, quella dei distretti dove si concentrano molte realtà che condividono una specializzazione comune. L’Ufficio studi di Milano Finanza ha sintetizzato in queste pagine i conti delle pmi dell’Egm relativi al 2024, sono circa 160 bilanci resi noti ai mercati (la stagione dei conti non è ancora finita) che iniziano a fornire un quadro di un segmento di mercato per il quale il governo ha messo a a punto un fondo di fondi, Fnsi, su cui questo giornale ha scritto spesso, a capitale misto pubblico-privato, guidato dal Mef attraverso Cdp. Un progetto nato per dare liquidità e fiato all’Egm, dove le contrattazioni sono ridotte al lumicino. Per fare un confronto con il segmento principale, preso di mira nell’ultimo mese dalle vendite a causa della guerra dei dazi Usa, l’Egm ha perso il 2% nelle ultime quattro settimane, il Ftse Mib il 7%. A sei mesi, invece, l’Egm ha lasciato sul terreno l’8%, il Ftse Mib è positivo per il 3,7%, mentre a 1 anno, l’Egm è in calo del 5,5% a fronte di un indice principale che ha guadagnato il 7,6%.

Pesa il debito

Se si va a guardare invece ai bilanci delle piccole, emerge un anno complesso, ancora caratterizzato dai tassi alti e da elevati oneri sul debito che hanno portato in aggregato l’indebitamento finanziario netto delle società a crescere da 916,6 a 1,145 miliardi di euro, con un incremento che sfiora il 25%. I ricavi delle pmi quotate si sono attestati a oltre 9,1 miliardi di euro nel 2024, con una buona crescita anno su anno del 10%, mentre l’ebitda è migliorato in piccola parte (+1,5% circa) a 1,233 miliardi. L’utile netto, invece, è sceso in doppia cifra (-30,9%) a 305,12 milioni di euro.

Lo sprint dei beni di consumo

Entrando nello specifico dei settori, gli Alimentari sono in positivo con profitti per 22,48 milioni grazie soprattutto a Italian Wine Brands, che domina il comparto. Male, invece, come da attese, chi opera nell’Automotive e nella Mobilità, con profitti aggregati in rosso per 13 milioni (qui Askoll Eva e Cofle), al contrario i beni di consumo registrano un utile netto complessivo di 43,7 milioni di euro. La maggior parte dei profitti arriva da Culti Milano (4 milioni circa), che produce profumi e candele per la casa nella fascia alta di mercato (aveva in previsione lo spinoff e la quotazione di Bakel a inizio anno, poi i mercati hanno cominciato ad entrare in forte volatilità). Ha chiuso in utile per 8,3 milioni Fope, società vicentina specializzata in alta oreficeria, sotto la guida di Diego Nardin, che ha di recente assunto Piero Persi (ex group ceo di Peserico) come direttore generale. L’utile risulta in calo del 17% circa sul 2023 per gli investimenti effettuati, anche nel personale. Nel frattempo il gruppo ha migliorato nettamente la posizione finanziaria netta dal break even del 2023 a 3,3 milioni di cassa.

Bene anche Gibus, che ha chiuso con profitti per 5,4 milioni (+47% anno su anno). La società progetta e produce tende da sole, pergole, vetrate, sistemi di illuminazione e complementi per esterni. Magis, invece, produce nastri adesivi personalizzati e sistemi di chiusura per pannolini monouso e prodotti per l'incontinenza adulta. Il gruppo ha chiuso il 2024 con profitti per 8,68 milioni, in miglioramento del 5,6% circa anno su anno e ha cassa 14,4 milioni di euro. Omer, dal canto suo, ha chiuso il 2024 con 11,13 milioni di euro di utile (+32%) e una cassa di quasi 20 milioni. La società opera a livello internazionale nella progettazione e produzione di componentistica ferroviaria ad alto contenuto ingegneristico, nel settore dei treni ad alta velocità, regionali e metropolitani.

Rosetti, cassa per 176 milioni

Il comparto dei Beni e servizi per l’industria ha chiuso l’anno con quasi 110 milioni di profitti grazie soprattutto a due gruppi. Si tratta di Rosetti Marino, attiva nella costruzione di rigassificatori, oltre che nella costruzione di impianti per il settore Energy, Shipbuilding e Superyacht: ha registrato quasi 30 milioni di profitti e ha visto balzare la cassa a 176 milioni di euro. Sbe-Varvit produce sistemi di fissaggio e componenti meccanici, ha registrato lo scorso anno profitti per 32,66 milioni, in calo del 40% (la società lavora anche per il comparto auto, in difficoltà) e ha però cassa per quasi 70 milioni di euro.

Settori in calo

Il settore Distribuzione vede i profitti aggregati scendere del 54% anno su anno a 11,9 milioni di euro, nel comparto Farmaceutico, Arterra Bioscience chiude con profitti per 1,33 milioni (+24% annuale) e cassa per 5,4 milioni. Il comparto tecnologico, invece, finisce l’anno con 11,8 milioni di profitti, in calo dell’82% sul 2023. Le Utility chiudono infine con 43,9 milioni di profitti aggregati (-19%). Nel settore Viaggi e Tempo libero il risultato finale è negativo per circa un milione, qui Soges Group (gestione e acquisizione di strutture alberghiere e congressuali) vede la posizione finanziaria netta salire da 3,4 a 14,3 milioni, quella di Xenia Hotellerie passa da 6,17 a 14,72 milioni.

Le 15 società su cui punta Intermonte

Websim Corporate (la divisione di Intermonte focalizzata sulle pmi dell’Egm), ha inserito nella sua ultima Watchlist trimestrale, pubblicata a inizio aprile, 15 società che ritiene abbiano interessanti prospettive di crescita.

Cinque titoli sono esordienti (Franchetti, ICoP, Italian Wine Brands, Reway Group e Spindox), 5 sono attivi nel settore Tech (Circle, Cyberoo, Franchetti, Maps Group, Spindox), 5 nel settore Consumer (Ala, Allcore, Health Italia, Italian Wine Brands, Misitano & Stracuzzi), 3 nell’Industrial (Mare Engineering, Next Geosolutions Europe, Reway Group), 1 nel Media (Casta Diva Group) e 1 nel Capital Goods (Icop).

Alla Watchlist (di derivazione algoritmica), si aggiungono eViso, Spindox, Mare Group, Maps Group, Digitouch, Cofle, Green Oleo, Energy, Casta Diva Group, Allcore, Xenia Hotellerie Solutions, Redfish Longterm Capital, SG Company, Lemon Sistemi, Iscc Fintech, Cube Labs e High Quality Food, best pick tra le società attivamente coperte da Websim Corporate Research.

Si tratta di titoli accomunati da attese di redditività e ritorni sul capitale investito superiori a quelli di mercato, capacità di generare di importanti free cash flow (valutati oltre 350 milioni di euro nel triennio 2024-2026) e da un limitato ricorso alla leva. Dal punto di vista valutativo, spiega Websim Coprorate, «le pmi incluse trattano a leggero premio rispetto a quelle del mercato di riferimento, in linea con il loro profilo di crescita e con i livelli di redditività operativa e ritorno sul capitale investito superiori alla media di mercato».

Un giro d’affari di 2,4 miliardi

Con una capitalizzazione complessiva pari a 1,9 miliardi, le società selezionate rappresentano circa il 20,5% della capitalizzazione totale del segmento Egm ed esprimono una capitalizzazione media per singola società quasi tripla, rispetto a quella di mercato (una media di circa 126 milioni contro 44 milioni di euro). Le società incluse nella nuova Egm Watchlist registrano un giro d’affari consolidato atteso al 2026 di 2,4 miliardi, in crescita del 17% medio annuo rispetto a 1,5 miliardi registrati nel 2023 e a 1,8 miliardi attesi nel 2024 (+21% annuale); un ebitda al 2026 pari a 416 milioni, con un ebitda margin del 17,2%, in miglioramento di 250 punti base rispetto a quanto registrato nel 2023 (14,7%) e superiore di oltre 80 punti base alla redditività attesa del mercato Egm (16,4%).

Questa selezione di titoli ha una redditività (Roce) attesa al 2026 vicina al 38%, in miglioramento rispetto al 21,7% registrato nel 2023 e al 29,6% nell’esercizio fiscale appena concluso, valori superiori a quelli mediamente registrati a livello di mercato (12,1% nel 2023, 13,6% nel 2024 e 22,7% atteso nel 2026). Websim infine si aspetta dai 15 campioni una produzione di cassa (free cash flow) 2024-26 per oltre 350 milioni, il 17% dell’enterprise value. (riproduzione riservata)



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