L’ingente risparmio delle famiglie italiane è il petrolio dell’economia del Paese e c’è bisogno di indirizzarlo verso il mercato azionario, in particolare verso le piccole e medie imprese che compongono il tessuto produttivo della penisola. Un percorso che passa per il rilancio dell’Egm, il segmento di Piazza Affari dove oggi le pmi quotate viaggiano a forte sconto (arrivato ormai al 53% rispetto al mercato principale, secondo un’indagine di Websim) e che potrebbe invece trasformarsi in un nuovo Nasdaq dove le startup che hanno scelto il mercato azionario hanno dato vita a colossi come Google o Nvidia. Temi emersi ieri all’evento organizzato da AssoNext, l’associazione delle pmi quotate, a Montecitorio, coordinato da direttore di MF-Milano Finanza, Roberto Sommella, che ha ricordato come l’Egm, in precedenza Aim, era nato proprio con la volontà di dar vita a un «Nasdaq all’italiana» e ha parlato della necessità di «costruire un ponte tra l’Italia del debito e l’Italia del risparmio. Quel ponte è il Tagliadebito che Milano Finanza propone da tempo», ha ricordato, che prevede la «valorizzazione degli immobili pubblici, la cessione degli stessi attraverso veicoli appositi quotati, la riduzione dell’indebitamento statale e l’approdo in borsa».
L’Egm soffre da tempo di carenza di investitori istituzionali, fatto che concorre a valutazioni a forte sconto rendendo poco interessante la quotazione e spingendo molti emittenti al delisting, ha sottolineato il presidente di AssoNext, Giovanni Natali, che ha chiesto maggior «coinvestimento pubblico-privato attraverso fondi dedicati, la creazione di nuovi prodotti finanziari destinati all’economia domestica con robusti incentivi fiscali, ma anche il coinvolgimento di assicurazioni, fondi pensione e casse professionali, per favorire il risparmio degli italiani sulle pmi quotate».
Sul delisting è intervenuto anche Guglielmo Manetti, ad di Intermonte e membro del board di AssoNext, sottolineando come l’abbandono delle pmi da Piazza Affari stia accelerando: «se già nel 2024 abbiamo assistito a una riduzione di nuove matricole, quasi dimezzate rispetto al livello record del 2023, dall’inizio dell’anno ammontano già a 10 le società che hanno optato per un’uscita dall’Egm. Questo fatto evidenzia come le condizioni di mercato non siano in grado di riflettere nei prezzi il valore fondamentale di troppe società»
Oggi, solo il 16% dei portafogli dei fondi comuni viene investito in Italia (87,5 miliardi) sui 546 miliardi complessivi, esportando così capitale all’estero. Meno del 3% delle risorse dei fondi pensione e il 2% del patrimonio delle assicurazioni vita è investito in imprese italiane, rispetto a una media europea che per i fondi pensione va dal 20% (Germania, Francia e Spagna) al 50% (Svezia). Per favorire il rilancio delle mid and small cap quotate, in estate partirà il Fondo Nazionale Strategico Indiretto (Fnsi), veicolo a capitale misto pubblico-privato, annunciato un anno fa proprio in occasione del convegno annuale di AssoNext, ha ricordato il sottosegretario all’Economia, Federico Freni, aggiungendo che sempre a giugno sarà portata in Consiglio dei ministri «la prima parte della riforma del Testo Unico della Finanza, per arrivare al ridisegno dell’assetto dei mercati finanziari entro l’anno», e annunciando anche l’intenzione di mettere a punto il regolamento degli investimenti dei fondi pensione dopo anni di annunci.
Che ci sia ampio spazio d’intervento dei fondi e delle casse lo hanno attestato anche i numeri presentati dal presidente della commissione parlamentare sugli enti di previdenza, Alberto Bagnai, mentre il commissario Consob Federico Cornelli ha sottolineato la necessità di una crescita del mercato azionario con «il coinvolgimento di fondi sovrani». In ballo c’è anche l’avvio di una cabina di regìa del ministero dell’Economia per il rilancio dei Pir, i piani individuali di risparmio, ha aggiunto Giulio Centemero (da anni segue le vicende di Piazza Affari) di ritorno da un viaggio nella Silicon Valley, dove nascono le startup, «convinto che la borsa possa essere la strada migliore per far crescere e valorizzare l’innovazione, come dimostra il Nasdaq».
Soddisfatto del dibattito a Roma, Lukas Plattner, partner di Advant Nctm e comitato scientifico di AssoNext, secondo cui «vi è ampio consenso sulla necessità di convertire i depositi bancari dormienti in investimenti previdenziali, capaci di sostenere l’innovazione del Made in Italy, rafforzare la ricchezza delle famiglie e garantire serenità economica nella terza età. Le soluzioni proposte dai relatori sono concrete: è il momento di agire con lungimiranza». (riproduzione riservata)