Euronext, la holding dei listini che controlla Borsa Spa, ha annunciato un secondo progetto di crescita della sua clearing house (l’ex Cassa Compensazione italiana) dopo quello sul mercato dei derivati sui pronti contro termine che vale oltre 11 trilioni di euro. Il gruppo con sede ad Amsterdam, guidato dall’amministratore delegato Stéphane Boujnah, lavora infatti al lancio dei primi derivati sui titoli di Stato europei, che saranno emessi con una piccola taglia, perché indirizzati anche al mercato degli investitori retail oltre a quello composto dagli istituzionali. E’ quanto è emerso ieri durante la presentazione dei conti del gruppo relativi al 2024. Questi nuovi prodotti si potranno comprare nei prossimi mesi (il piano industriale parla di settembre) sulla piattaforma del gruppo, in Italia su quella di Borsa.
Euronext ha chiuso il 2024 con ricavi per 1,626 miliardi di euro, in crescita del 10,3% anno su anno, un ebitda adjusted di 1,006 miliardi (+16,4%) e un utile netto di 585,6 milioni (+14%). I profitti adjusted, invece, si sono attestati a 682,5 milioni (+16,7%). Il gruppo proporrà all’assemblea del 15 maggio un dividendo di 292,8 milioni di euro, che rappresenta il 50% dell'utile netto 2024, in linea con la politica sui dividendi. Il dato rappresenta un aumento del +14% rispetto al 2023. Il gruppo si aspetta che le sue spese del 2025 siano stabili attorno a 640 milioni di euro rispetto ai valori registrati nel del 2024 e prevede di riservare circa il 5% a progetti di crescita. Quanto ai conti relativi al quarto trimestre, Euronext ha chiuso con valori sopra la stima del consenso Bloomberg. Nello specifico, in relazione all’ebitda adjusted per 252,6 milioni di euro (+17% anno su anno) rispetto a stime di 248,9 milioni, e al margine sull’abitda adjusted del 60,7% rispetto al 57,8% di un anno prima, su stime invece del 60,3%. Infine, l’utile netto di 144,6 milioni (+11%) si confronta con attese per 143,9 milioni.
È scesa ancora la leva del gruppo, infatti il debito netto rapportato all’ebitda era pari a 1,4 volte a fine dicembre 2024, entro l’obiettivo di intervallo che si è prefissata Euronext. Un ratio che si confronta con 1,5 volte di fine settembre 2024 e con le 3,2 volte toccate quando la holding ha rilevato nel 2021 Borsa Italiana dal London Stock Exchange. A inizio febbraio, l’agenzia di rating S&P ha aggiornato il giudizio alzandolo da BBB+ outlook positivo ad A- con outlook stabile.
Quando Borsa Spa è stata rilevata dal London Stock Exchange per 4,44 miliardi di euro, il piano industriale di Euronext prevedeva all’inizio 60 milioni di sinergie soprattutto sui ricavi. Ma, a fine 2024, in realtà le sinergie sono raddoppiate a 120 milioni di euro. L’Italia, nel frattempo è cresciuta anche sotto il profilo dei professionisti, passati da 655 dipendenti di fine 2020 a 821 oggi. Ed è sempre italiana la maggioranza relativa delle quote nella holding, dove Cdp detiene l’8,04% e Intesa Sanpaolo l’1,54%.
L’ad Boujnah ha sottolineato che «nel 2024, per la prima volta, Euronext ha raggiunto il traguardo di oltre 1 miliardo di euro di ebitda rettificato, con un aumento del +16,4% sul 2023». E ha concluso l'integrazione del gruppo Borsa Italiana. Nel 2025, invece, ha proseguito l’ad, «siamo lieti di annunciare l'innovazione più significativa nel mercato dei derivati finanziari degli ultimi anni, il lancio di mini futures su titoli di Stato europei dopo aver fatto un primo importante passo nell'espansione nel mercato dei derivati sui pronti contro termine attraverso una collaborazione strategica con Euroclear per potenziare l'offerta di Euronext Clearing». (riproduzione riservata)