Chiusura in calo per il listino milanese con il Ftse Mib che a fine giornata cede lo 0,27%.
Sul fronte macro da segnalare che a febbraio l'inflazione cinese e' cresciuta per la prima volta da cinque mesi, grazie all'aumento della spesa dei consumatori durante le festivita' del Capodanno lunare. Nel dettaglio l'indice dei prezzi al consumo in Cina e' aumentato dello 0,7% su base annua a febbraio, invertendo il calo dello 0,8% di gennaio, quando i prezzi erano scesi a un ritmo piu' rapido rispetto al mese precedente. La lettura ha battuto il consenso degli economisti che si aspettavano un aumento dello 0,3%, registrando l'incremento piu' rapido dal marzo 2023.
A Piazza Affari ancora vendite su Tim (-4,59%) dopo il comunicato del gruppo a valle del Cda straordinario di ieri. Il debito netto pro-forma di Tim, al netto del deleverage stimato per l'operazione Netco, pari a circa 6,1 miliardi di euro al 31 dicembre 2023, e' atteso alla fine del 2024 pari a circa 7,5 miliardi di euro. E' quanto si legge appunto in una nota che integra il piano industriale 2024-2026 'Free to Run' diffuso in occasione del Capital Market Day dello scorso 7 marzo e che segue il consiglio straordinario di ieri, riunito a seguito della pesante flessione del titolo in Borsa proprio dopo la presentazione del piano.
Male anche A2A (-3,63%) dopo l'intesa con Enel (+0,42%) per la cessione a quest'ultima del 90% del capitale sociale di un veicolo societario di nuova costituzione cui saranno conferite le attivita' di distribuzione elettrica in alcuni comuni della Lombardia, a fronte di un corrispettivo pari a circa 1,2 miliardi di euro definito sulla base di un enterprise value (riferito al 100%) pari a circa 1,35 miliardi.
In rally nel resto del listino Fincantieri (+11,65%) in scia ai positivi commenti degli analisti. In rosso infine Somec (-23,4%) che ha rivisto le aspettative sui risultati dell'esercizio 2023 rispetto alla guidance pubblicata il 25 settembre scorso. Dopo una prima analisi, la societa' ritiene che tali scostamenti siano riconducibili a eventi straordinari, relativi a due controllate, che hanno influito sulla marginalita' e di conseguenza sulla posizione finanziaria netta.
Denaro infine sulla Juventus (+3,63%). Ha preso il via l'aumento di capitale da 200 mln euro. Il cda ha determinato in 1,582 euro per ciascuna azione il prezzo al quale sono offerte le nuove azioni Juventus rivenienti dall'aumento, con uno sconto pari al 31,87% rispetto al prezzo teorico ex diritto (Terp) delle azioni Juventus sulla base del prezzo ufficiale di Borsa al 7 marzo.