Il Fondo Nazionale Strategico Indiretto (Fnsi), il progetto di Cdp per investire nelle pmi di Piazza Affari e aumentare la liquidità, si arricchisce di due nomi importanti. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza da fonti di mercato, a breve la Consob approverà i prospetti dei fondi messi a punto dalle Assicurazioni Generali e da Algebris.
Il quadro generale è quello, come si è visto, dell’Fnsi, un umbrella fund con una decina di comparti, ciascuno dei quali gestito da un singolo operatore come una banca, una compagnia o, per esempio, una Sgr. Ad oggi hanno avviato la raccolta il fondo di Eurizon e quello Equita, a breve se ne aggiungeranno altri due per arrivare, nelle attese del governo, a cinque entro dicembre e a dieci entro giugno 2026.
Il progetto, al quale hanno lavorato il sottosegretario all’economia Federico Freni e Giulio Centemero, membro della commissione Finanze della Camera, prevede una raccolta di almeno 700 milioni-1 miliardo entro la metà del prossimo anno. L’Fnsi nasce per investire in maniera paziente nelle piccole e medie imprese quotate soggette ad un calo progessivo della liquidità e a scambi rarefatti che hanno alzato lo sconto rispetto alle large cap di Piazza Affari di oltre il 30% e le stanno sottoponendo a opa con delisting a prezzi di saldo. Il regolamento del fondo è quello messo a punto da Cdp ed è uguale per tutti i comparti in linea generale. La strategia d’investimento prevede che almeno il 70% del fondo venga allocato in titoli di società quotate italiane non appartenenti al Ftse Mib e non finanziarie.
La settimana scorsa, per esempio, Equita ha annunciato la nascita di Equita Rilancio Small Cap Italia, tecnicamente un Fia chiuso riservato di diritto italiano. Il veicolo rientra nell’Fnsi ed è stato pensato per essere conforme alla disciplina dei Pir ordinari, quindi con un beneficio fiscale (esenzione dell’imposta del 26% su dividendi e plusvalenze) in capo a chi investe nelle piccole e medie imprese e tiene i titoli in portafoglio per almeno cinque anni. Il fondo di Equita avrà scadenza 31 dicembre 2032 (in base al regolamento di Cdp sull’Fnsi) e sarà dedicato a investitori istituzionali quali fondi pensione, casse di previdenza e assicurazioni, oltre che ad investitori professionali.
Questa ultima specifica è importante, perché in origine l’Fnsi è stato pensato per gli istituzionali e ora apre anche ai privati che dispongono di importanti capitali e conoscono bene i mercati finanziari. Resta da vedere a questo punto se anche i veicoli delle Assicurazioni Generali e di Algebris allargheranno la raccolta ai clienti più sofisticati, con importanti patrimoni personali. (riproduzione riservata)