I pagamenti sono sempre più digitali, ma molti individui continuano a preferire i contanti. Perciò la Banca d’Italia ha chiesto a banche, Poste e fornitori di servizi di pagamento (Psp) di comunicare dati approfonditi su sportelli, bancomat, cash back e cash-in-shop. Così Via Nazionale vuole verificare che ci siano sufficienti punti di accesso al contante per i cittadini, nonostante il calo delle filiali bancarie.
La Bce sta andando avanti con i lavori sull’euro digitale ma ha sempre precisato che la Cbdc (Central Bank Digital Currency) sarà un’opzione in più che comunque non sostituirà i contanti. Il cash sarà sempre disponibile come mezzo di pagamento e riserva di valore. In tal senso la Bce ha lanciato la «Cash 2030 Strategy» secondo cui ogni individuo dell’Eurozona deve poter decidere come effettuare i pagamenti quotidiani, indipendentemente da preferenze, posizione geografica o competenza tecnologica.
Anche una recente proposta di regolamento della Commissione Europea sul corso legale del contante, ora in fase di discussione, ha evidenziato l’importanza di garantire adeguato accesso al contante, anche attraverso un continuo monitoraggio.
Prima di definire eventuali interventi per salvaguardare il ruolo del contante, occorre un’analisi preventiva della disponibilità dei servizi di cassa per consumatori e imprese. Negli ultimi anni la riduzione degli sportelli bancari ha sollevato timori nei comuni dove la presenza degli istituti di credito è meno capillare. Grazie ai dati richiesti Bankitalia potrà definire indicatori sulla base della densità, della posizione geografica e delle caratteristiche dei punti di accesso al contante.
Inoltre Via Nazionale vuole valutare i cambiamenti nei servizi di cassa offerti ai cittadini. Oltre a sportelli bancari e postali e agli Atm esterni (i bancomat), sta crescendo il ruolo di nuove modalità di approvvigionamento del contante che coinvolgono la rete commerciale. Si tratta nel dettaglio di cash-in-shop (cioè di prelievi in alcuni negozi attraverso pos o altri dispositivi) e di cash back (nei quali il prelievo nell’esercizio commerciale avviene insieme al pagamento per l’acquisto di beni o servizi).
I dati da parte delle banche sono in parte noti ma verranno ampliati. Per quanto riguarda cash back e cash-in-shop Bankitalia ha fatto una richiesta di segnalazione ai soggetti vigilati che si occupano di questi servizi, ovvero i Psp (Payment Service Provider). Anche in seguito a una richiesta dell’Abi, Via Nazionale ha dato tempo fino a metà settembre per le comunicazioni dovute entro il 30 giugno. Alcune informazioni dovranno essere aggiornate su base mensile, altre (come quelle per i Psp) su base semestrale.
Sulla base delle ultime indagini della Bce, il contante resta lo strumento di pagamento più diffuso tra i cittadini europei per le transazioni quotidiane presso i punti vendita o per i pagamenti da persona a persona, nonostante un graduale calo dell’uso per queste transazioni.
Lo studio della Bce mostra che il 60% dei consumatori considera ancora importante o molto importante la possibilità di pagare in contanti e conferma che nonostante l’impatto della pandemia una quota significativa di consumatori vorrebbe avere il contante come opzione di pagamento. Inoltre il cash, secondo quanto emerso, viene utilizzato come riserva di valore, soprattutto in tempi di crisi o di incertezza. (riproduzione riservata)