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Per ridurre la dipendenza da mosca si pensa a rigassificatori e navi Fsru

Piani per l' Italia a tutto gas

pagina a cura di Nicola Capuzzo
MF - Numero 049 pag. 19 del 11/03/2022

Inoltre una cordata di armatori italiani progetta di investire in un impianto galleggiante di nuova costruzione per poter trasformare il gas liquido in mare

L'urgenza dell'Italia di diversificare gli approvvigionamenti energetici, riducendo il prima possibile la dipendenza per il 40% dal gas importato dalla Russia attraverso gasdotti, ha rimesso in moto progetti e investimenti in rigassificatori e navi per il trasporto e lo stoccaggio di gas naturale liquefatto.

Il Ministro per la Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, nei giorni scorsi ha ricordato che dalla Russia l'Italia importa «ogni anno circa 29 miliardi di metri cubi di gas, poco più del 40% delle importazioni totali» e ha aggiunto che «entro la primavera inoltrata almeno 15-16 miliardi di metri cubi saranno rimpiazzati da altri fornitori in altre zone del mondo. Ne rimane poco meno della metà». Poi ha aggiunto: «Stiamo lavorando su impianti nuovi, rigassificazione, altri contratti di lungo termine, rinforzo delle nostre infrastrutture. Ragionevolmente 24-30 mesi dovrebbero consentirci di essere completamente indipendenti».

Annunciati poi investimenti per ottimizzare la capacità esistente e per potenziarla: «Abbiamo tre rigassificatori che lavorano al 60% della loro capacità di esercizio per via del bilancio energetico globale: in breve possono essere portati a un'efficienza superiore, producendo quindi più gas. Dopodiché, già entro la metà di quest'anno installeremo un primo rigassificatore galleggiante. Queste strutture hanno la fortuna di essere mobili, quindi possono essere posizionate in prossimità delle tubazioni così da poter trasformare in mare il gas liquido. Dopodiché costruiremo altre infrastrutture nei prossimi 12-24 mesi».

Eni e Snam collaboreranno alla logistica dell'operazione, compreso il reperimento di un'unità Fsru (stoccaggio e rigassificazione galleggiante, come quella oggi operante a Livorno), indicativamente con una capacità di 5-6 miliardi di metri cubi all'anno. A questo proposito Mario Mattioli, presidente di Confitarma nonché armatore della società Synergas, attiva proprio nel trasporto di gas, ha detto che potrebbe essere l'occasione per rispolverare un vecchio progetto volto a consorziare diverse shipping company italiane interessate a investire in uno dei rigassificatori galleggianti. «La ricerca da parte dell'Italia di una nave Fsru è possibile fra quelle già esistenti e attive in giro per il mondo. Non solo: nel nostro Paese potrebbe nascere un consorzio di armatori disponibile a investire nella costruzione e gestione di una o più unità galleggianti per lo stoccaggio e la rigassificazione di gas naturale liquefatto da installare lungo le coste della Penisola», sono state le parole di Mattioli. Che ha aggiunto: «Nei primi anni 2000 era già emersa l'idea di un consorzio fra società armatoriali per far costruire una Fsru in Corea. Oggi di nuovo potrebbe esserci l'interesse da parte di diversi soggetti armatoriali italiani a riprendere in mano un progetto come quello. Serve però un commitment serio e di lungo termine da parte del Governo e di una oil major come Eni o Snam per far sì che il progetto possa essere preso in considerazione dalle banche». Il presidente degli armatori italiani ha suggerito anche il possibile coinvolgimento «di un fondo di debito».

Nel frattempo in giro per l'Italia vengono riesumati diversi progetti di rigassificatori a terra che negli anni scorsi erano stati accantonati per resistenze varie e valutazioni di convenienza economica. Il Ministro dei trasporti Enrico Giovannini durante la visita al porto di Gioia Tauro, interrogato sul tema non ha escluso che si riapra la partita del progetto riguardante un impianto onshore nel porto calabrese (presentato da Lng Medgas nel 2005, autorizzato nel 2012 ma da allora rimasto al palo). Anche l'Eni sembra intenzionata a riavviare l'iter di un impianto simile a porto Empedocle. A oggi in Italia i rigassificatori attivi sono tre: uno onshore (a Panigaglia) e due offshore (al largo di Livorno e di Rovigo). Due invece sono i terminali per lo stoccaggio del Gnl allo stato liquido già operativi: uno nel porto di Ravenna e l'altro a Oristano. (riproduzione riservata)



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