Il mercato delle due ruote cresce a doppia cifra in Spagna e in India. E il titolo Piaggio ha strappato a Piazza Affari il 5 maggio in chiusura un +2,63% a 1,636 euro. L’Asociación Nacional de Empresas del Sector de Dos Ruedas ha pubblicato i dati di aprile sul mercato delle due ruote che hanno evidenziato una crescita complessiva del +22% anno su anno (+25% da inizio 2026).
A correre sono state soprattutto le moto (+30% anno su anno), seguite dai 50cc (+24%) e dagli scooter (+16%). Il dato di aprile per Equita è positivo nonostante il contesto macro ancora incerto. Per Piaggio la Spagna rimane, tuttavia, un mercato marginale: contribuisce a bassa singola cifra al fatturato. Negli ultimi anni, inoltre, la crescita del mercato è stata trainata da una penetrazione in aumento di modelli entry-level di provenienza asiatica, rendendo l’impatto su Piaggio limitato.
In India la Federation of Automobile Dealers Association ha pubblicato i dati di sell-out di aprile per il mercato domestico, da cui è emerso un aumento delle vendite di veicoli commerciali leggeri a tre ruote (17% del fatturato di Piaggio) del 7,2% anno su anno, con Piaggio a +27% e una quota di mercato del 7,6%, delle due ruote (3% del fatturato del gruppo) del 13% con Piaggio a +11% (quota di mercato dello 0,15%).
«Il mercato indiano continua a mostrare un buon momentum dall’inizio dell’anno, supportato, a nostro avviso, anche dalla revisione dell’Iva locale a partire dal 22 settembre del 2025, con l’aliquota sui veicoli a tre ruote termici ridotta dal 28% al 18% per stimolare la domanda interna», ricorda Equita.
Alla luce del trend attuale, Equita ritiene vi sia spazio per una revisione al rialzo delle sue stime sui volumi 2026 sui veicoli a tre ruote (la sim stima +9% anno su anno). Tuttavia, «vediamo preliminarmente un limitato upside a livello di fatturato data la continua svalutazione della rupia indiana (-12% rispetto alla media del 2025)», avverte Equita.
Piaggio riporterà i risultati del primo trimestre del 2026 l’8 maggio. Equita si attende un fatturato a 358 milioni di euro, -3,4% anno su anno (organico +3,4%, con volumi +5% e price/mix -2%), a fronte di un impatto negativo dei cambi del -7%.
A livello geografico, a un mercato statunitense ancora in forte contrazione (volumi oltre -20%) dovrebbe far da contraltare l’Europa (+20%). «Stimiamo, tuttavia, per Piaggio una crescita dei volumi solo high single digit, riflettendo un sell-in più prudente da parte dei dealer», precisa Equita che vede l’ebitda calare del 2% a 60,5 milioni con un margine al 16,9% (+20 punti base).
Infine, l’indebitamento finanziario netto è visto peggiorare a 608 milioni (-578 milioni a fine 2025), ma con un incremento del debito netto contenuto rispetto alla stagionalità del primo trimestre, grazie a minori capex (30 vs 39 milioni dello stesso periodo dello scorso anno) e a una miglior gestione del capitale circolante netto (assorbimento stimato di 45 milioni).
In attesa delle previsioni del management di Piaggio sull’andamento del business nel secondo trimestre del 2026, il più importante stagionalmente, «confermiamo al momento le nostre stime che per il 2026 anticipano un fatturato in aumento del +5% anno su anno e un ebitda anch’esso in crescita del +6,5%. Nel complesso», conclude Equita, «ci aspettiamo un primo trimestre tonico, ma non brillante considerando la facile base di confronto. Sul titolo manteniamo il rating hold con un target price a 1,70 euro». Il target price medio del consenso Bloomberg è a 1,92 euro (+17% circa rispetto alla quotazione attuale in borsa). (riproduzione riservata)