skin track
Roy Jakobs
Roy Jakobs
Mercati Azionari Leggi dopo

Philips scivola in borsa dopo i conti: sulla medtech partecipata da Exor pesano Cina e ordini in calo

di Andrea Bonfiglio (MF-Newswires)
28 luglio 2026, 11:52

Per Philips conti leggermente sopra le attese, ma gli analisti hanno qualche dubbio sui prossimi trimestri

Royal Philips cede circa l'11% alla Borsa di Amsterdam. La società medtech, partecipata per circa il 19% da Exor, ha riportato conti leggermente migliori delle stime grazie ai rimborsi sui dazi, ma sul futuro (anche prossimo) si affollano nubi che limitano la visibilità e aumentano il rischio di esecuzione. Due, in particolare, sono le criticità che hanno portato a un deterioramento del sentiment sul titolo: l'andamento delle vendite in Cina e il rallentamento dell'acquisizione di ordini. dell'acquisizione di ordini. Il valore della partecipazione di Exor in Philips nel confronto con il prezzo di chiusura di ieri scende di circa 460 milioni di euro.

Philips ha chiuso il secondo trimestre con vendite consolidate comparabili di 4,36 miliardi di euro (+4% a/a), risultato operativo di 609 milioni (includendo 186 milioni di rimborsi di dazi) e margine ebita di 16,4%, con utile netto di 386 milioni che si confronta con i 240 milioni del pari periodo del 2025. La crescita organica delle vendite del 4% si colloca solo frazionalmente sotto le stime degli analisti di Jefferies a +4,1% e batte il consenso fermo a +3,8%. «Il miglioramento delle dinamiche della domanda non è sufficiente a compensare la normalizzazione delle vendite comparabili: gli ordini acquisiti tornano in territorio negativo (-1%)», segnalano gli esperti.

Le stime per il futuro

I rimborsi portano il gruppo a rivedere al rialzo la guidance sul margine ebita, tra il 13,5% e il 14% rispetto alle precedenti indicazioni tra 12,5% e 13%. La crescita delle vendite è ancora stimata tra il 3% e il 4,5% e il free cash flow tra 1,5 e 1,7 miliardi di euro, con le stime precedenti che vedevano il dato tra 1,3 e 1,5 miliardi. Secondo Jefferies resta comunque il rischio di esecuzione «dato il rallentamento degli ordini e una base di comparazione molto più ardua nel secondo semestre».

Dopo sei trimestri consecutivi di andamento positivo, le vendite a parità di perimetro hanno determinato un calo dell'1% degli ordini acquisiti, «poiché la crescita delle vendite a lungo termine (bassa singola cifra) nel settore d&t non è riuscita a compensare il calo delle vendite a medio termine (media singola cifra) nel settore cc (gli ordini più consistenti sono stati spostati al terzo trimestre), nonostante il miglioramento delle tendenze relative agli investimenti in conto capitale degli ospedali (forte negli Stati Uniti e forte nell'Ue rispetto alla stabilità del primo trimestre)», spiegano sempre da Jefferies. Gli analisti rimangono «cauti poiché la crescita media degli ordini (+4,7% su 18 mesi) potrebbe continuare a limitare la crescita delle vendite nel settore d&t/cc (esposizione al portafoglio ordini pari a circa il 40%)».

Le parole del ceo sui ritardi

Il ceo Roy Jakobs in call con gli analisti ha sottolineato che i ritardi negli ordini negli Stati Uniti e le pressioni del mercato in Cina hanno pesato sui risultati del secondo trimestre. Il margine ha infatti beneficiato dei rimborsi di dazi ma il volume di ordini comparabili è diminuito dell'1%, perché alcuni ordini di grandi dimensioni sono stati spostati al terzo trimestre. «Non si tratta di un obiettivo mancato, ma piuttosto di una questione di tempistiche», ha affermato il ceo durante la call. «Alcuni di questi accordi sono complessi. Sono di entità molto grande, si tratta di contratti pluriennali da centinaia di milioni o da diversi milioni di dollari, e quindi non è possibile stabilire con precisione quando si concluderanno».

Il mercato cinese

Per quanto concerne la Cina, a luglio è entrata in vigore una nuova politica che impone a tutte le istituzioni mediche pubbliche di acquistare attrezzature mediche attraverso programmi di approvvigionamento centralizzati. Jakobs durante la call ha dichiarato di aver potuto osservare «una certa turbolenza di mercato e un rallentamento» delle vendite, fatto che porta Philips a prevedere «una situazione strutturalmente più difficile in Cina», come da attese. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza