Un finanziamento di 125 milioni di dollari per tenere a battesimo una nuova società biotech negli Stati Uniti, dedicata alla cura di una malattia rara nota come Algodistrofia. La newco si chiama Ambros Therapeutics e alla sua nascita partecipa una casa farmaceutica italiana: la pisana Abiogen Pharma.
La società parte con un finanziamento di Serie A da 125 milioni di dollari, co-guidato da RA Capital Management e dalla piattaforma Enavate Sciences di Patient Square Capital.
La nuova società biotecnologica statunitense si focalizzerà sullo sviluppo clinico del neridronato negli Stati Uniti. Il neridronato è un trattamento farmaceutico sviluppato da Abiogen e approvato in Italia per la Sindrome Dolorosa Regionale Complessa (CRPS-1), o Algodistrofia, una patologia rara e dolorosa degli arti.
L’operazione si inserisce nella strategia di internazionalizzazione di Abiogen Pharma, che ha concesso ad Ambros Therapeutics i diritti esclusivi sul neridronato in Nord America con un’opzione per l’espansione in altri mercati.
I fondi raccolti serviranno per portare il neridronato negli Stati Uniti attraverso uno studio clinico di Fase 3. L’avvio della sperimentazione è previsto per il primo trimestre del 2026. L’obiettivo finale è presentare una richiesta di approvazione regolatoria del trattamento negli Stati Uniti.
Il neridronato è stato utilizzato finora in oltre 600 mila pazienti, sulla base dei risultati di due studi clinici di Fase 3 condotti in Italia. Negli Usa, dove si stima che la CRPS-1 colpisca circa 65 mila persone ogni anno, al momento non ci sono terapie approvate.
«La nascita di Ambros Therapeutics rappresenta un passaggio strategico fondamentale nel percorso di crescita e internazionalizzazione di Abiogen Pharma», commenta Massimo Di Martino, presidente di Abiogen Pharma. «Il neridronato è il risultato di un lungo investimento scientifico e clinico e di una consolidata esperienza di utilizzo in Italia. Con Ambros intendiamo valorizzare questo asset in un contesto regolatorio e di mercato altamente competitivo come quello statunitense». (riproduzione riservata)