In questo momento tutti gli occhi e i media sono puntati sulla guerra in Ucraina. Non per questo però gli eventi bellici altrettanto terribili in corso nel mondo si sono interrotti. Come ricorda Save the Children ci sono molti fronti dell’emergenza aperti a ogni latitudine. Tra i tanti quella nello Yemen richiede l’aiuto e l’azione di onlus importanti come Save the Children, sia in modo costante che in occasioni particolari come quella offerta dal 5x1000 (per donare a Save the Children basta utilizzare il codice fiscale: 97227450158).
Save the Children Italia è stata costituita alla fine del 1998 come onlus e ha iniziato le sue attività nel 1999. Oggi è una ong riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri e porta avanti attività e progetti rivolti sia ai bambini dei cosiddetti Paesi in via di sviluppo che a quelli che vivono sul territorio italiano. In Yemen Save the Children è presente dal 1963 con programmi di istruzione, protezione dell’infanzia, salute e nutrizione, acqua e servizi igienici e interventi di emergenza in gran parte del Paese. Le parti in conflitto in Yemen hanno agito recentemente per rinnovare loro accordo di pace, per evitare di privare ulteriormente un’intera generazione del proprio futuro. È stata questa la richiesta dei bambini yemeniti, poco prima della conclusione della tregua nazionale di due mesi che terminava il 2 giugno scorso e che invece è stata, appunto, prorogata di due mesi, come ha annunciato l’inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen, Hans Grundberg. Grundberg ha affermato che le parti in conflitto hanno risposto «positivamente» alla proposta delle Nazioni Unite di rinnovare la tregua. L’armistizio è stato quindi prorogato secondo le stesse disposizioni dell’originario accordo del 2 aprile scorso. Questo spiraglio è positivo perché la proroga della tregua influirà positivamente sulla vita dei bambini, così come gli stessi piccoli abitanti di Taiz e Sana’a hanno raccontato a Save the Children.
Quella dello Yemen resta una delle più grandi crisi umanitarie al mondo e uno dei luoghi più pericolosi dove essere bambini. Tuttavia, dall’inizio della tregua, il numero di vittime tra i bambini è diminuito significativamente secondo i dati del Civilian Impact Monitoring Project. Tra febbraio e marzo, 50 bambini sono stati uccisi o feriti nella guerra in Yemen rispetto ai 18 durante la tregua «Gli ultimi due mesi di pace hanno acceso una nuova speranza di porre fine alle indicibili sofferenze di milioni di piccoli. I bambini meritano di essere ascoltati e coinvolti nelle decisioni sul loro futuro e su quello del loro Paese», ha dichiarato Rama Hansraj, direttore di Save the Children per lo Yemen. «Qui i bambini stanno già facendo scelte difficili ogni giorno: se andare a scuola o meno, se andare a giocare con i loro amici o rimanere in casa perché fuori è pericoloso. Sono decisioni che nessun bambino dovrebbe prendere. È nostro dovere di adulti, proteggere questi bambini, ascoltarli e assicurarci che abbiano la possibilità di vivere una vita libera dalla violenza e dalla guerra».
(riproduzione riservata)