Questa volta non si dovrebbe mancare il risultato. Un insuccesso sarebbe un «ter in idem» dopo il non conseguito insediamento in Italia dell’Amla, l’Autorità europea antiriciclaggio, e dopo l'altrettanto mancata allocazione nel nostro Paese dell'intero Tribunale dei Brevetti, pur essendosi avuto l'insediamento a Milano di importanti strutture.
Si tratta - questa è la terza richiesta italiana - di stabilire in Italia la sede dell’Autorità Doganale europea, che sta per decollare con il compito principalmente di coordinare le strutture nazionali competenti in materia gestendo un data hub comunitari, centralizzare e armonizzare, a seconda dei casi, norme e procedure, con particolare riferimento al governo dei rischi, modernizzare il settore.
Come nel caso dell’Autorità antiriciclaggio - per la quale si è riusciti alla fine a ottenere almeno che la presidenza fosse attribuita a Bruna Szego, dirigente della Banca d’Italia con particolare competenza ed esperienza, la quale ha superato una rigorosa selezione, dunque merito suo - anche per le Dogane esistono i presupposti di una lunga tradizione di professionalità ed esperienza, di cultura giuridica e finanziaria nonché di capacità innovativa riconosciute anche a livello internazionale.
La sede dovrebbe ospitare almeno 500 addetti e se ne prevede l’ubicazione a Roma, all’Eur, in un immobile già individuato (con la speranza che non accada come capitò a un giurista a cui era stata promessa la nomina quale giudice costituzionale: questi visitò anche gli ambienti dove avrebbe lavorato e quello che sarebbe stato il suo studio, ma poi non venne eletto).
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri hanno patrocinato ieri a Bruxelles la scelta dell’Italia, avendo presente che sono almeno otto le altre città candidate a ottenere la sede dell'autorità in questione.
L’Italia ospita una sola Agenzia europea, quella per la sicurezza alimentare insediata a Parma, mentre altri Stati fondatori hanno nel loro territorio insediata più di una istituzione comunitaria: c'è dunque un problema di riequilibrio e al tempio stesso di riconoscimento della particolare idoneità se si valutano storicamente i risultati e le capacità nel settore.
L’Unione Doganale europea, istituita nel 1968, dopo pochi anni è stata messa alla prova in Italia a seguito del primo shock petrolifero, quando si misero in pratica tutte le modalità di elusione e di violazione di norme per esportazioni illecite, in primis di capitali. Allora è cominciata la costituzione di un patrimonio di informazioni, di analisi, di metodi poi progressivamente sviluppato.
Un Paese fondatore, qual è l'Italia, non può vedere frustrate ancora le proprie legittime aspettative, soprattutto perché i criteri e i requisiti per l'assegnazione della sede la vedono in una primaria posizione rispetto ad altre concorrenti.
Lo stesso si dica per la città di Roma, per essere sede degli organi costituzionali e delle maggiori istituzioni nonché per offrire, data la sede prescelta, collegamenti rapidi con l’aeroporto di Fiumicino e altre destinazioni.
Poi sarà importante che questa «in statu nascenti» e le altre più recenti agenzie informino l’opinione pubblica periodicamente sul loro operare anche in nome di una doverosa accountability. (riproduzione riservata)