Il futuro del sistema bancario sarà uno dei temi economici più caldi che il nuovo governo tedesco dovrà affrontare. La Grosse Koalition tra Cdu-Csu e Spd con Friedrich Merz come probabile cancelliere deciderà se continuare a opporsi all’operazione Unicredit-Commerzbank - alla quale la Bce potrebbe presto dare luce verde - ma dovrà anche valutare con attenzione lo stato di salute dell’industria del credito.
Sul settore pesano le difficoltà dell’economia: se a gennaio la produzione industriale è rimbalzata più del previsto, lo scorso anno il quadro è rimasto critico. Lo si evince da un’analisi che Fitch ha dedicato ai bilanci dalle principali banche tedesche.
I risultati 2024 riportati finora confermano l’aspettativa dell’agenzia di rating secondo cui «la qualità degli attivi è sotto pressione dopo due anni di tassi di interesse sempre più alti e una crescita economica anemica nell’economia», esordisce il report. E quest’anno? Fitch si aspetta che le perdite su crediti aumentino nei prestiti alle grandi imprese e alle pmi, dopo un periodo di performance solide in questi segmenti.
Già ora comunque la situazione è critica: nei bilanci del 2024 gli accantonamenti per perdite su crediti sono stati, nella maggior parte dei casi, significativamente superiori alle medie del periodo 2013-2023 e gli analisti di Fitch prevedono che rimangano elevati anche nel 2025, visto che le deboli prospettive di crescita rischiano di far ulteriormente peggiorare la qualità degli attivi. L’agenzia di rating rimane del resto cauta sull’andamento dell’economia tedesca e ha recentemente abbassato la previsione di crescita del pil per il 2025 dallo 0,8% allo 0,3% (precedentemente 0,8%) e quella per il periodo 2024-2028 dall’1,1% allo 0,6%.
Tornando alla qualità degli attivi, Fitch si aspetta un deterioramento moderato nei portafogli di prestiti retail: «Prevediamo che il mercato del lavoro e quello immobiliare rimangano resilienti. Tuttavia, una performance economica significativamente più debole rispetto alle nostre previsioni - in particolare, tassi di disoccupazione più elevati - potrebbe determinare maggiori perdite su crediti, esercitando una pressione più forte sugli utili bancari e, in ultima analisi, su alcuni rating bancari».
Il deterioramento della qualità degli attivi ha colpito principalmente i prestiti al settore immobiliare commerciale. «Ci aspettiamo che gli accantonamenti legati a queste esposizioni inizino a diminuire nel 2025, poiché questo settore sta entrando in una fase di ripresa, ma continueranno a rappresentare una quota significativa dei costi del credito», spiega l’agenzia di rating.
La maggior parte degli accantonamenti del 2025 probabilmente deriverà dal credito alle pmi e alle grandi imprese, in particolare nei settori della costruzione, del commercio al dettaglio non alimentare e della manifattura. «Quest’ultima, in particolare, è esposta ad alti costi energetici e a una debole domanda globale e domestica, che potrebbe essere ulteriormente aggravata dai dazi statunitensi», conclude Fitch.
Secondo gli analisti finanziari le fasi di instabilità sono tipicamente quelle più favorevoli per i processi di consolidamento. Questo potrebbe accadere anche in Germania dove i compratori non mancherebbero, come dimostra l’interesse di Unicredit per Commerzbank. Resta però da convincere se il nuovo governo saprà vincere le resistenze sovraniste. (riproduzione riservata)