Tra dividendi e riacquisto di azioni le principali banche europee distribuiranno 59 miliardi di capitale quest’anno, sei miliardi in più rispetto al 2022. Il dato emerge da un report pubblicato da S&P Global Intelligence mentre sta entrando nel vivo la stagione delle trimestrali. Proprio oggi Unicredit aprirà le danze per gli istituti italiani, con numeri attesi in forte crescita. In generale gli analisti di S&P ritengono che, malgrado le incertezze macroeconomiche e la necessità di rimborsare il Tltro, il quadro generale rimanga positivo.
Le 14 maggiori banche europee europee si sono impegnate al pagamento di oltre 33 miliardi di dividendi e ad acquisti di azioni per 26 miliardi sulla base dei risultati riportati nel 2022. Dati che arrivano dopo i quasi 30 miliardi di dividendi e gli oltre 23 miliardi di riacquisti del 2022. L’ultima in ordine di tempo a muoversi in questa direzione è stata Hsbc che proprio ieri ha annunciato un ritorno del dividendo e un piano di riacquisto di azioni proprie fino a 2 miliardi di dollari.
«Le banche europee si stanno preparando a realizzare massicci piani di riacquisto di azioni proprie e rimborsare centinaia di miliardi in finanziamenti a basso costo della banca centrale, mentre cercano di rassicurare gli investitori spaventati dalle recenti turbolenze nel settore», spiega il report di S&P.
«Nel frattempo, le autorità di regolamentazione hanno avvertito le banche di essere prudenti con dividendi e riacquisti, sulla scia del crollo della Silicon Valley Bank e dell'acquisizione di emergenza di Credit Suisse da parte di Ubs. Sono stati inoltre evidenziati elementi di rischio per quanto riguarda il rimborso dei fondi del terzo programma mirato di operazioni di rifinanziamento a lungo termine della Bce (Tltro 3), che potrebbe causare una carenza di liquidità presso alcune banche», precisa l’agenzia di rating americana.
La fine di Svb e il salvataggio di Credit Suisse a marzo hanno provocato una svendita globale di titoli bancari, poiché l'incertezza sull'impatto dell'aumento dei tassi di interesse sulla liquidità e sul finanziamento degli istituti di credito ha attanagliato gli investitori. L'indice S&P Europe Banks è sceso di quasi il 15% nei 10 giorni successivi ai primi segnali di difficoltà in Svb. Da allora ha recuperato circa i due terzi di tali perdite.
Va detto che le aspettative del mercato restano positive. Secondo le stime di Refinitiv, i finanziari europei dovrebbero vedere crescere gli utili nel primo trimestre del 31% con una previsione di incremento per l'intero anno al 19,5%. Per quanto riguarda l’Italia, a livello aggregato gli analisti di Deutsche Bank prevedono che gli istituti tricolori registrino nel primo trimestre un utile netto di 3,87 miliardi, il doppio rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
«Tuttavia», puntualizza S&P, «alcuni regolatori stanno esortando le banche a riconsiderare la portata e il ritmo delle distribuzioni di capitale agli azionisti attraverso dividendi e riacquisti alla luce dei recenti eventi. L'impatto del rapido aumento dei tassi di interesse sull'economia e sui clienti delle banche non è ancora chiaro e le banche dovrebbero guardare a scenari prudenti quando pianificano il loro utilizzo del capitale», ha dichiarato il presidente dell’Eba José Manuel Campa. (riproduzione riservata)