Il dna e la formula originari di Mediobanca, dove Alberto Nagel è stato per 34 anni, dei quali 22 al vertice prima come direttore generale e poi come amministratore delegato, sono sempre stati due: dare consigli e prestiti alle aziende.
Così ora, secondo indiscrezioni che circolano nella City milanese, proprio dall’advisory il banchiere sessantenne formatosi alla scuola di Enrico Cuccia potrebbe ripartire nella nuova vita professionale lontana dalla merchant bank passata a Mps a settembre 2025 al termine di una combattuta opas.
Il banchiere non ha fretta di avviare una nuova attività anche perché pondererà bene le scelte e, in aggiunta, dovrà attendere i tempi tecnici della scadenza del patto di non concorrenza siglato a fine anno con il vecchio istituto in occasione della milionaria buonuscita e che va dai sei ai 12 mesi. Ma pare che Nagel abbia già qualche idea su come muoversi.
L’ipotesi che circola tra i banker che lo conoscono e che hanno lavorato con lui è quella di una boutique finanziaria di altissimo livello specializzata su alcuni verticali forti come il banking, l’insurance e l’asset management. Sono proprio queste le skill d’elezione del banchiere d’affari milanese che ad appena 33 anni lo hanno portato a capo della divisione investment banking di Piazzetta Cuccia.
Niente strutture capital intensive insomma e organici dispendiosi, ma un modello simile a quello della prestigiosa Zaoui & Co, la società fondata nel 2013 a Londra (ma attiva anche a Parigi) dai fratelli Michael e Yoël Zaoui, ex dealmaker di Wall Street, entrambi con un lungo passato ai vertici dell’investment banking internazionale, rispettivamente in Morgan Stanley e Goldman Sachs. Michael è stato vice-chairman e co-head dell’area m&a europea della banca guidata da Ted Pick, mentre Yoël ha guidato l’m&a globale di Goldman.
Zaoui & Co è ora riconosciuta sul mercato come uno degli advisory team indipendenti in grado di competere con i principali global player sulle operazioni di m&a più complesse. Il focus è la consulenza strategica pura su operazioni di m&a, decisioni di investimento e transazioni strategiche. Un modello capital light che si potrebbe concentrare su un numero selezionato di deal e di grandi clienti.
Meno probabile appare invece la creazione di una sgr, strada scelta da altri ex top banker di Mediobanca a partire da Stefano Marsaglia (Peninsula e Azzurra Capital) e Francesco Canzonieri (Nextalia).
Certo all’ex ceo di Piazzetta Cuccia non mancano le munizioni finanziarie, con un patrimonio stimato in poco meno di 200 milioni di euro e recentemente incrementato dalla vendita dei titoli Mediobanca, frutto di 34 anni di remunerazioni nell’istituto. Ma la prossima iniziativa potrebbe fare leva più sulle relazioni internazionali che sui capitali.
Chi lo conosce è scettico anche sui rumor che hanno dato Nagel in arrivo nella prima linea di un asset manager americano come BlackRock o entrare nel capitale di una società di investimento italiana.
Come Michael e Yoël Zaoui, per la sua attività di advisory Nagel potrebbe partire dalla City londinese, dove tra l’altro hanno casa altri ex Mediobanca e dove nel 2009 la merchant bank ha aperto una filiale. Ma non si escludono l’Italia o altri Paesi europei come la Germania (il banchiere parla tedesco) e la Francia.
Del resto sembra che in questi ultimi mesi l’ex ceo di Piazzetta Cuccia stia viaggiando molto fra Londra, Milano e Francoforte e che abbia ricevuto più offerte di ingresso in board di grandi istituzioni finanziarie estere. Le offerte sarebbero però state declinate per sviluppare il nuovo progetto ed evitare conflitti d’interesse con i futuri mandati.
Le variabili in campo sono molte ma Nagel non ha fretta. La sua attività potrebbe prendere forma con gradualità e partire solo dopo settembre, scaduti i vincoli del «non compete», magari assieme ad altri 4-5 banker di fiducia con i quali i rapporti non si sono mai interrotti. (riproduzione riservata)