Il valzer delle poltrone è già partito, anticipo di un 2025 ad alto tasso di rinnovi tra le società partecipate pubbliche che metterà alla prova gli equilibri di governo. L’intesa tra Lega e Fratelli d’Italia ha funzionato per il capitolo Ferrovie, che ha appena preso forma con l’indicazione di Giampiero Strisciuglio a nuovo amministratore delegato di Trenitalia al posto di Luigi Corradi, e con un contestuale giro di riposizionamenti interni che ha destinato Corradi a Fs International, Aldo Isi a Rfi (al posto di Strisciuglio) e Claudio Andrea Gemme alla guida di Anas, sulla poltrona prima occupata dallo stesso Isi.
Chiuso anche il dossier Ita-Italia Trasporto Aereo, con la cessione del 41% a Lufthansa del 41% e l’investitura del presidente Salvo Pappalardo da parte del Mef, che per ora conserva il 59%.
Ma treni e aerei sono solo l’antipasto del grande banchetto, perché in primavera arriveranno a scadenza circa 90 di cda. Secondo l’analisi del Centro Studi CoMar, significa che il governo dovrà procedere ad assegnare circa 400 incarichi, considerando le società direttamente controllate dal Tesoro quelle dove la partecipazione statale è filtrata attraverso grandi gruppi come Cassa Depositi e Prestiti, Enel, Eni, Leonardo, Poste eccetera. Per restare alle società principali, nell’elenco di vertici e board che dovranno essere rinnovati quest’anno (si veda tabella in pagina) spiccano Fincantieri, Snam, Italgas, Aspi, StMicroelectronics e agenzie governative come Invitalia, Sace, Simest. Ci sono poi Ansaldo Energia, Arexpo, Cdp Real State Sgr e Giubileo 2025.
La tempistica dei rinnovi in molti casi andrà a coincidere con passaggi cruciali per il gruppo interessato, che potranno influire su eventuali conferme. È il caso di Fincantieri, guidata dall’ad Pierroberto Folgiero da maggio 2022. Il manager in scadenza sta traghettando il colosso della cantiertistica navale verso sinergie e alleanze europee oltre ad aver appena lanciato il polo dell’underwater sulla spinta dell’acquisizione di Wass da Leonardo. Ma soprattutto Folgiero sta lavorando per riportare Fincantieri all’utile. Secondo il piano strategico, il turnover dovrebbe compiersi proprio nell’esercizio 2025. Il mercato ci crede, tanto che Intermonte ha appena aumentato il prezzo obiettivo a 8,8 euro. Nel corso della gestione Folgiero il titolo è già cresciuto del 71%, arrivando a 7,5 euro, registrando anche una maggiore presenza di investitori istituzionali nel capitale rispetto alla componente retail. Va ricordato che il gruppo ha vissuto anche un imprevisto avvicendamento alla presidenza per via dell’improvvisa scomparsa di Claudio Graziano, sostituito da Biagio Mazzotta.
Dossier caldi e lavori in corso anche per il numero uno di Snam Stefano Venier, arrivato al vertice del gruppo nel pieno della crisi del gas russo. Un breve bilancio della sua gestione deve annoverare l’acquisto delle navi rigassificatrici di Piombino, operativa da luglio 2023, e di Ravenna, che, per restare in tema di allineamenti temporali con la scadenza del mandato, è attesa al via nel secondo trimestre di quest’anno. A quel punto si calcola che l’Italia raggiungerà una capacità di rigassificazione di 28 miliardi di metri cubi all’anno, all’incirca lo stesso volume che veniva importato dalla Russia prima dell’invasione dell’Ucraina. Sempre a ridosso della scadenza del cda dovrebbe arrivare al closing l’acquisizione di Edison Stoccaggio, che porterà a 18,4 miliardi di metri cubi annui la capacità di stoccaggio del gruppo Snam.
Discorso a parte per StMicrolectronics, tra i principali produttori di chip in Europa, che vede andare a rinnovo alcuni membri del supervisory board. In particolare, l’azionista Mef dovrà esprimere due rappresentanti, tra i quali il vice-presidente. Il ceo Jean-Marc Chery, invece, è stato riconfermato il 22 maggio 2024 dall’assemblea generale degli azionisti per altri tre anni, fino al 2027. La governance italo-francese è molto complessa e il mercato a colpi di tagli al target price sta facendo scontare al titolo la poca visibilità sulla ripresa dopo che la società ha comunicato di attendersi un ulteriore calo delle vendite nel primo trimestre di quest’anno. (riproduzione riservata)