Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti per le partnership globali, rimette la querela da 5 milioni di euro a Fedez e Mr. Marra, conduttori di Pulp Podcast, che avevano associato il suo nome agli Epstein Files.
I due hanno invitato Zampolli al loro programma per dargli la possibilità di offrire la sua versione dei fatti. Nell’intervista, durata oltre un’ora, Mr. Marra ha chiesto: «Ma secondo lei, Epstein si è suicidato?» «No», è stata la risposta di Zampolli (ufficialmente, il faccendiere pedofilo Jeffrey Epstein si è suicidato impiccandosi nella sua cella al Metropolitan Correctional Center di New York il 10 agosto 2019).
«Il clima disteso», ha dichiarato Zampolli, «e la disponibilità dimostrata da Fedez e Mr. Marra, che mi hanno espresso il loro rammarico per le conseguenze mediatiche a me derivate dalla vicenda, mi hanno convinto a rimettere la querela, cosa che farò nei prossimi giorni».
«Proseguirò, invece», ha sottolineato Zampolli, «l’azione intentata tramite l’avvocato Maurizio Miculan nei confronti di Report per i contenuti delle tre puntate a me dedicate, a seguito delle quali continuo a patire un gravissimo danno reputazionale».
La querela di risarcimento danni alla Rai e ai due giornalisti di Report Sigfrido Ranucci e Sacha Biazzo ammonta a 5 milioni di euro. «Tra le altre cose», ha detto Zampolli, «ci sarà da capire se sia normale che chi espone l’azienda a rischi di rilevanti richieste risarcitorie possa rilasciare interviste sui temi dell’inchiesta ad altre emittenti televisive, concorrenti Rai, o partecipare a convegni o dibattiti aventi a oggetto anche la mia persona, ricavandone un vantaggio personale».
Al riguardo Zampolli si è concesso una riflessione finale: «Considerando che le tre puntate a me dedicate hanno battuto tutti i record di ascolti, nel manifestato compiacimento del giornalista e del conduttore della trasmissione, propongo di cambiare, grazie a me, il nome del programma da “Report” a “Record”…». (riproduzione riservata)