«La centralità del dollaro potrebbe attenuarsi per effetto di fattori strutturali, quali la riduzione del peso relativo dell'economia statunitense, l'elevato debito pubblico e il persistente disavanzo estero. Il sistema monetario internazionale potrebbe così evolvere verso una configurazione più multipolare: più diversificata, ma anche più esposta a rischi di frammentazione e contagio».
Lo ha affermato Fabio Panetta, governatore di Bankitalia, durante il 32° Congresso Assiom Forex, puntualizzando però che il dollaro conserva vantaggi difficilmente replicabili. Il mercato dei capitali statunitense offre agli investitori globali un insieme di attività sicure e liquide che non trova uguali - per ampiezza e profondità - in altre aree economiche. «Oggi non esistono piazze finanziarie alternative in grado di svolgere una funzione analoga su scala comparabile».
I potenziali concorrenti del dollaro presentano poi limiti strutturali. L'internazionalizzazione del renminbi è frenata da un assetto istituzionale che non offre ancora garanzie adeguate in termini di libertà di movimento dei capitali, certezza del diritto e tutela degli investitori. L'area dell'euro dispone di istituzioni solide e di una valuta stabile, ma risente di un'integrazione economica e finanziaria incompleta: finché queste carenze non saranno superate, il ruolo internazionale dell'euro rimarrà al di sotto del suo potenziale.
Un secondo fattore di cambiamento, potenzialmente di segno opposto, è l'espansione della finanza digitale, ha proseguito Panetta. La diffusione delle stablecoins - generalmente denominate in dollari e ancorate ad attività finanziarie statunitensi - potrebbe rafforzare ulteriormente il ruolo internazionale della moneta americana, soprattutto nei pagamenti transfrontalieri, dove i servizi bancari restano spesso costosi e poco efficienti.
Per il governatore però «l'espansione delle stablecoins solleva interrogativi rilevanti. Negli Stati Uniti e nell'Unione europea sono state introdotte normative volte a rafforzarne la trasparenza, la solidità degli emittenti e la tutela degli utilizzatori. Tali interventi riducono i rischi, ma non li eliminano. Anche in presenza di regole più stringenti, le stablecoins possono generare vulnerabilità per la stabilità finanziaria, amplificare il rischio di corse digitali ai riscatti e porre questioni di sovranità monetaria nei paesi più piccoli o con sistemi finanziari meno sviluppati. Restano inoltre aperte criticità sul fronte del contrasto alle attività illecite».
Per il governatore, in generale, «non è tuttavia possibile dare per scontata la resilienza dei mercati. In presenza di valutazioni elevate, di un contesto macroeconomico incerto e di profondi cambiamenti tecnologici, anche correzioni contenute possono generare effetti amplificati, soprattutto dopo periodi prolungati di bassa volatilità. Anche quando inizialmente circoscritti, gli shock possono propagarsi rapidamente attraverso le interconnessioni finanziarie ed essere amplificati da meccanismi di contagio. Per gli operatori e per le autorità monetarie e di vigilanza, ciò richiede un'attenta lettura dei segnali provenienti dall'economia reale e dal settore finanziario».
Panetta osserva poi una crescente divergenza tra l'andamento dei mercati azionari e obbligazionari privati e quello dei titoli sovrani. «In diversi Paesi, i rendimenti a lungo termine sui titoli governativi riflettono una maggiore attenzione degli investitori alle prospettive delle finanze pubbliche e ai rischi geopolitici». Negli Stati Uniti, ha puntualizzato Panetta, a questi fattori si aggiungono i timori di un possibile indebolimento dell'indipendenza della Fed, attenuati dalla recente nomina del nuovo presidente. I premi per il rischio sulle scadenze più lunghe sono aumentati in misura significativa, compensando il calo dei tassi di politica monetaria e accentuando la pendenza della curva dei rendimenti.
«Alla luce di queste dinamiche, non si può escludere che i rischi siano solo parzialmente incorporati nelle valutazioni correnti», ha avvertito Panetta. L'attenzione si concentra soprattutto sulla borsa statunitense e, al suo interno, sul comparto tecnologico, dove dall'inizio del 2023 l'apprezzamento è stato il doppio rispetto all'intero mercato. Le valutazioni più elevate si osservano nel settore dell'intelligenza artificiale. Questo andamento si fonda su elementi di forza concreti (bilanci solidi, ampie riserve di liquidità) ma al tempo stesso, le prospettive restano circondate da significative incertezze.
Panetta ha evidenziato che le preoccupazioni per le possibili correzioni dei prezzi delle attività finanziarie si riflettono nella crescente domanda di beni rifugio, che ha spinto l'oro e altri metalli preziosi su valori storicamente molto elevati. «L'interesse per l'oro, tipico delle fasi di incertezza e sostenuto anche dagli acquisti delle banche centrali, è oggi alimentato in misura crescente dai risparmiatori mediante strumenti finanziari indicizzati al metallo prezioso. In molti casi si tratta di comportamenti che inseguono i rialzi per timore di perdere ulteriori guadagni, una dinamica intrinsecamente speculativa e volatile». (riproduzione riservata)