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PagoPA, il polo Poligrafico-Poste accelera sull’identità digitale: ecco come funzionerà il nuovo portafoglio IT Wallet

di Giusy Iorlano
08 agosto 2026, 02:00

L’operazione da 500 milioni di euro apre una nuova fase per i servizi digitali pubblici. Dalla patente ai titoli di studio, circa 200 credenziali previste entro la prima metà del prossimo anno. L’ad Sciscioli (Ipzs): investimento strategico per rendere più semplici i servizi ai cittadini

Non è soltanto un’operazione da 500 milioni di euro. Con il perfezionamento dell’acquisizione di PagoPA da parte di Ipzs, l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (51%), e di Poste Italiane (49%) prende forma un polo destinato a diventare uno degli snodi strategici della trasformazione digitale italiana. L’obiettivo è integrare sotto un’unica regia le piattaforme dei pagamenti pubblici, i servizi digitali e lo sviluppo dell’identità digitale, rafforzando il ruolo dello Stato nella gestione delle infrastrutture digitali critiche.

«Con l’acquisizione di PagoPA, Ipzs mette in atto un investimento strategico per il Paese, che si pone come obiettivo quello di rendere efficaci e semplici per tutti i cittadini i servizi digitali pubblici: dall’identità ai pagamenti», spiega a MF-Milano Finanza Michele Sciscioli, amministratore delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. «L’avvio di questa nuova fase avrà al centro lo sviluppo del Sistema IT-Wallet, coordinato dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri», sottolinea l’ad.

L’IT Wallet, il cuore della nuova strategia digitale

L’IT Wallet rappresenta infatti il tassello più importante della nuova fase di sviluppo di PagoPA. Il coordinamento del progetto è affidato al Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, mentre PagoPA realizza e gestisce il wallet pubblico integrato nell’app IO e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato sviluppa l’infrastruttura di sicurezza che certifica l’origine delle informazioni e ne garantisce il trasferimento sicuro dalle banche dati pubbliche ai dispositivi dei cittadini. L’obiettivo è dare attuazione in Italia al nuovo regolamento europeo eIDAS 2, che introduce l’European Digital Identity Wallet, destinato a diventare il modello comune dell'identità digitale europea.

I numeri di PagoPA e la nuova governance

La portata del progetto poggia su una piattaforma che negli ultimi anni è diventata un’infrastruttura strategica della pubblica amministrazione. Dal 2016 PagoPA ha gestito quasi 2,2 miliardi di transazioni per un valore complessivo di circa 470 miliardi di euro. Soltanto nel 2025 sono stati elaborati oltre 448 milioni di pagamenti, pari a circa 100 miliardi di euro. Per l’anno in corso la società ha già raggiunto quota 290 milioni di transazioni, per un valore di circa 66,6 miliardi di euro, in crescita dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2025. Oltre 20 mila enti pubblici aderiscono oggi alla piattaforma, che serve circa l’89% della popolazione maggiorenne residente con una media superiore ai 14 milioni di utenti mensili.

Il perfezionamento dell’operazione, autorizzata dall’Antitrust, coincide anche con il rinnovo della governance della società. Marco Pantaleoni è il nuovo amministratore delegato, mentre la presidenza è stata affidata a Maurizio Pimpinella. Completano il consiglio di amministrazione Clementina Ciotti, Mario Marotta e Giorgia Prete.

Dall’accesso ai servizi all'identità digitale europea

Il nuovo polo nasce con l’obiettivo di superare l’attuale modello dell’identità digitale, oggi basato principalmente su Spid e Carta d’Identità Elettronica come strumenti di autenticazione, per costruire un ecosistema in cui documenti e credenziali possano essere utilizzati sia online sia nelle interazioni fisiche, mantenendo gli stessi standard di sicurezza previsti dalle infrastrutture pubbliche.

«L’Istituto Poligrafico opera da quasi cento anni nella tutela della fede pubblica e dell’identità dei cittadini. Storicamente abbiamo realizzato gli strumenti che attestano l’identità delle persone. Prima erano documenti cartacei con sofisticati sistemi anticontraffazione, poi documenti elettronici con microchip come il passaporto e la Carta d’Identità Elettronica. È stata la naturale evoluzione dal documento fisico all’identità digitale», spiega a MF-Milano Finanza Antonio Gentile, responsabile Ingegneria di Prodotto dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Il wallet rappresenta un vero e proprio «cambio di paradigma» rispetto agli strumenti oggi disponibili, sottolinea Gentile. «Oggi l’identità digitale di Spid e Carta d’Identità Elettronica sono soprattutto una chiave di accesso ai servizi online. Il wallet, invece, riporta l’identità digitale anche nella dimensione fisica. Il cittadino potrà dimostrare la propria identità o le proprie abilitazioni direttamente dal proprio smartphone, utilizzando protocolli di sicurezza definiti a livello europeo». La Carta d’Identità Elettronica continuerà ad avere un ruolo centrale anche nel nuovo ecosistema. «La Cie resterà la chiave di attivazione del wallet perché oggi è l’unico strumento italiano che possiede il livello di sicurezza richiesto dalla normativa europea. Una volta attivato il portafoglio digitale, il cittadino potrà caricare progressivamente le credenziali rilasciate dalle amministrazioni pubbliche».

Come funzionerà il nuovo portafoglio digitale

La sperimentazione oggi disponibile nella sezione “Documenti” dell’app IO rappresenta infatti soltanto una prima fase del progetto. Tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre è previsto il rilascio della nuova versione dell’IT Wallet, progettata secondo gli standard europei e destinata a elevare ulteriormente i livelli di sicurezza.

«Oggi il cittadino visualizza una rappresentazione digitale del documento. Con il nuovo IT Wallet il verificatore mostrerà un QR Code; il wallet instaurerà un canale sicuro tra i due dispositivi e, solo dopo il consenso dell’utente, trasferirà esclusivamente le informazioni richieste. Chi riceve i dati avrà la certezza che provengono direttamente dalla banca dati ufficiale dell’amministrazione competente e che non sono stati alterati», spiega Gentile.

Il nuovo sistema introduce anche un diverso modello di tutela della privacy. «Sul dispositivo del cittadino sarà sempre visibile quali informazioni vengono richieste. Se il cittadino riterrà eccessiva la richiesta, potrà semplicemente negare il consenso e impedire il trasferimento dei dati».

Fino a 200 credenziali entro il 2027

Le prime credenziali disponibili saranno la patente di guida, la tessera sanitaria e la Carta europea della disabilità. A queste si aggiungeranno progressivamente titoli di studio, attestazioni Isee e numerosi altri documenti della pubblica amministrazione. Il piano di sviluppo prevede l’integrazione di circa 200 credenziali entro la prima metà del prossimo anno.

L’integrazione tra Poligrafico e PagoPA rafforza una collaborazione già prevista dal Codice dell’Amministrazione Digitale. Il Poligrafico realizza l’infrastruttura di fiducia che alimenta e certifica le credenziali digitali, mentre PagoPA mette a disposizione il wallet pubblico nell’app IO. La normativa prevede inoltre che in futuro possano essere sviluppati anche wallet da parte di soggetti privati, che dovranno comunque utilizzare l'infrastruttura di sicurezza realizzata dal Poligrafico per garantire autenticità, integrità e verificabilità dei dati.

Per Poste Italiane l’investimento rappresenta un ulteriore tassello della strategia che punta a rafforzare il gruppo come piattaforma integrata dei servizi digitali, dei pagamenti e della finanza. Per il Poligrafico, invece, l’operazione consolida il ruolo di garante dell’identità digitale nazionale. La partita che si apre va oltre la digitalizzazione dei documenti: riguarda la costruzione di un’infrastruttura destinata a diventare uno degli asset strategici della trasformazione digitale italiana ed europea. (riproduzione riservata)



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