L’ultimo Retail Investor Beat, sondaggio condotto su base trimestrale dalla piattaforma di trading e investimento eToro, ha rilevato che l’indebolimento del dollaro, tra la volatilità dei mercati e le incertezze economiche, sta deteriorando la leadership statunitense nei portafogli degli investitori retail, spinti a cercare alternative per la loro asset allocation; alternative che si rivelano essere oro e cripto asset.
L’indagine – condotta su base trimestrale su un campione di 10.000 investitori retail distribuiti in 12 paesi nel mondo (di cui 1.000 in Italia) – ha rivelato che circa il 40% degli investitori retail italiani ha aggiustato, o pianifica di aggiustare, il proprio portafoglio in risposta a un biglietto verde in indebolimento. A farne le spese sono gli asset statunitensi: un investitore retail italiano su quattro dichiara di voler ridurre la propria esposizione verso l’azionario Usa, a favore di cripto asset (21%), azionario non statunitense (20%) e oro (19%).
Tuttavia, è da menzionare che le scelte degli investitori retail italiani divergono rispetto al campione globale, dove circa un investitore su due (48%) intende modificare la propria asset allocation in previsione di un dollaro più debole, favorendo un’allocazione in oro (29%).
Il sondaggio di eToro, infatti, mostra che il 41% degli investitori retail italiani ha affermato di avere già delle posizioni in oro all’interno del proprio portafoglio, con oltre la metà di loro (26%) che ha maturato la decisione di aprirle negli ultimi due anni.
Il sentiment degli investitori nei confronti del lingotto è positivo: un investitore retail italiano su due (51%) ritiene infatti che il prezzo dell’oro continuerà a salire, mentre un ulteriore 23% è fiducioso che le quotazioni rimangano stabili ai livelli attuali.
I dati del sondaggio non sorprendono, in quanto i risparmiatori italiani mostrano da sempre una marcata preferenza verso asset sicuri. Secondo il World Gold Council l’oro è considerato un importante strumento di protezione del patrimonio, mentre l’Italian Savings Survey di Intesa Sanpaolo–Centro Einaudi afferma che il 23% degli investitori retail individua nell’oro una forma privilegiata di investimento alternativo.
Al fattore della scarsa propensione al rischio si aggiunge il driver determinato dall’attuale scenario macroeconomico e geopolitico. In questo senso, la scelta dell’oro può essere visto come un voto di sfiducia sistemico nei confronti del dollaro. Il lingotto non è solo una copertura contro la volatilità o l’inflazione: è una protesta silenziosa contro l’instabilità delle politiche monetarie. Il fatto che anche le banche centrali ne stiano accumulando in massa rafforza l’idea che il dollaro non sia più considerato garanzia assoluta.
A confermare questa tesi è Massimo Citoni, Country Head Italia di eToro, che ha affermato:«La domanda di oro da parte delle banche centrali, nel 2024, ha rappresentato oltre il 20% della domanda globale, a fronte di una media di circa il 10% negli anni 2010».
I dati raccolti nel Retail Investor Beat confermano la parabola discendente della popolarità Usa tra gli investitori retail italiani. A recuperare terreno, negli ultimi tre mesi, è stata in particolare la Cina, risalita al secondo posto nella classifica delle regioni più promettenti in termini di ritorno nel lungo termine. Nel dettaglio, pur rimanendo al primo posto, gli Stati Uniti sono considerati leader di rendimento per il 30% degli investitori retail italiani, in netto calo rispetto al 42% di dicembre 2024 e al 33% di marzo 2025.
Stabile al 28% chi punta sul Vecchio Continente, dietro alla Cina (29%), e poco oltre i Mercati Emergenti (26%).
In merito, Citoni ha commentato:«Per anni l’azionario statunitense ha mantenuto saldamente il trono di re dei mercati. I crescenti timori sulle politiche commerciali e fiscali di Washington, tuttavia, hanno innescato un vortice di incertezza che sta facendo vacillare l’egemonia di Wall Street e del dollaro. Pur mantenendo le loro strategie di lungo termine, gli investitori retail stanno operando delle scelte tattiche di copertura, optando per asset decorrelati percepiti come riserve di valore. Questo comportamento riflette una forte consapevolezza del rischio e una maggiore sofisticazione degli investitori».
Infine, riguardo alla crescente adozione delle criptovalute da parte degli investitori, il Country Head Italia di eToro ha affermato :«Se le banche centrali prediligono l’oro, i cripto asset stanno prendendo piede non solo tra i privati, ma anche investitori istituzionali. Sempre più aziende e governi, da MicroStrategy agli stessi Stati Uniti, stanno adottando il Bitcoin Standard, ovvero la strategia in cui le aziende scelgono di detenere Bitcoin come asset di riserva nel proprio bilancio, al posto (o in aggiunta) di valute fiat o titoli di Stato. Gli investitori retail si stanno allineando a queste strategie, operando le loro scelte in maniera indipendente e secondo il proprio profilo di rischio».(riproduzione riservata)